RECENSIONE del SABATO
di SERGIO SALVI

«Quando si fa la luna piena» autrice Silvana Mossano, pubblicato da arabAFenice, maggio 2026, pp. 247 https://www.silmos.it/la-vita-nasce-quando-si-fa-la-luna-piena-oggi-e-nato-il-mio-nuovo-romanzo/
In una frase:
un romanzo ricco di verità.
La trama
Fine luglio, in una città di provincia sta iniziando un’altra afosa serata estiva quando l’auto della polizia entra nel cortile di un palazzotto (in pianta ) a forma di “elle”: al piano terreno la scala di accesso ai piani superiori, un paio di autorimesse e locali ad uso magazzino/laboratorio, al primo piano l’appartamento grande con terrazzo scoperto sul lato corto della “elle”, al secondo piano (solo il lato lungo della “elle”) tre appartamentini, il primo accessibile dalla scala, il secondo e il terzo collegati con un balcone a ringhiera. I due poliziotti scendono dalla pantera, cercano i coniugi Rinaldi, Umberto e sua moglie Adele. Sono i proprietari della casa e l’ispettore Damiano Santoro li conosce molto bene, con Umberto sono amici: gli deve comunicare una notizia tremenda. La loro unica figlia, Eleonora (Nori), medico pediatra, in procinto di sposarsi con Matteo, brillante ingegnere appartenente a una nota famiglia di industriali, si è suicidata a Torino buttandosi nel Po dal ponte Vittorio Emanuele.
La consapevolezza del dramma ghermisce Adele e Umberto, e Mina (la vecchia tata di Adele e poi anche di Nori) uscita subito al balcone del secondo piano al rumore della pantera, che aveva assistito al penoso dialogo tra l’ispettore e i coniugi, improvvisamente urla con voce «potente e terribile»: «E’ colpa di quei bastardi… Tutta colpa di quei bastardi! Bastardi. L’hanno violentata». (p.10).
La giovane donna ha lasciato un drammatico biglietto, scritto a mano, con calligrafia ordinata: «Ciò che è accaduto è crudele e imperdonabile. Mamma, papà, voi che mi amate, vi prego perdonatemi. Anch’io vi amo tanto, mi dispiace farvi soffrire, ma l’avvilimento e la vergogna mi sono insopportabili. Nori» (p.12)
Lo scontro dei sentimenti
L’intensità e l’ampiezza dell’incredulità prima e, subito dopo, dello strazio dei genitori sono rese dall’autrice in modo efficacissimo, così come colpisce la profondità nel raccontare i diversi stati d’animo dei genitori. e le loro diverse reazioni al lutto. Adele infatti si rinchiude a coltivare, ostinatamente da sola, rabbia e rancore, contro l’universo maschile, compreso Umberto, l’unico uomo che abbia mai amato, ma l’amaro risentimento non risparmia neppure Mina, che immediatamente dopo aver urlato le sue invettive è stata colpita da emorragia cerebrale ed è stata ricoverata in ospedale, reparto di rianimazione. Perché Mina le ha taciuto la violenza subita da Nori? E anche Nori, perché non si è confidata con lei, sua madre? Da quella sera di fine luglio Adele ha smesso di lavorare presso la biblioteca civica e passa quasi tutto il suo tempo, notti comprese, in quelle che erano state le camere di Nori: la stanza da letto vera e propria e la stanzetta delle bambole, quella dove Nori aveva giocato, aveva studiato, aveva chiacchierato con le amiche.
Umberto, da parte sua, ferito dall’aperta ostilità di Adele, continua con impegno il suo lavoro di antiquario/restauratore/collezionista, ma la frattura con la moglie gli pesa tantissimo. La perdita di Nori lo ha disorientato e sconvolto, ma non giustifica assolutamente le accuse di essere lui stesso in qualche modo corresponsabile della tragedia. Adele è perfino arrivata a gridargli: «Voi uomini, vi odio. Ti odio» (p.43).
L’imprevisto
Un giorno, mentre deve ritirare dei mobili “primi ottocento” nella cantina di una villa, Umberto si accorge che un ragazzino con una maglietta a strisce bianche e rosse ha rubato del cibo: «Aveva fame», si dice. Un paio di giorni dopo però, l’incontro con il bambino si ripete, e questa volta Umberto cerca di capire meglio la situazione. Adele, nel frattempo, ha maturato, nel suo dolore immenso, l’incrollabile volontà di comprendere fino in fondo le motivazioni della scelta di Nori. Gli forzi così determinati, e all’insaputa reciproca, nel tentare di comprendere altre persone aiuteranno i coniugi a ricomprendersi e ritrovarsi?
Le storie che affiorano dalla cronaca
Leggere «Quando si fa la luna piena» è un’esperienza piacevole e stimolante. Le storie sono avvincenti, ci si commuove e si sorride, si arriva rapidamente in fondo ai capitoli, al libro e poi… ci si immedesima. Silvana lo dice spesso: la professione di giornalista – di cronaca nera e di cronaca giudiziaria – l’ha messa in contatto con tante persone che hanno vissuto dolori, fragilità, debolezze e anche capacità di recupero, riscatto, pacificazione. Se gli articoli, per forza di cose, avevano e hanno uno spazio limitato, ai personaggi dei suoi romanzi lo spazio invece è concesso, conservando quella preziosa verosimiglianza che li rende autentici e credibili, anche se protagonisti di vicende inventate.
La citazione
«La verità non è un territorio da difendere, ma un bene da condividere. E noi, .non siamo mai padroni della verità, è lei semmai a conquistarci».(Dal discorso di Papa Leone XIV del 24-06-2026 durante l’incontro con scrittori e scrittrici da tutto il mondo). Il Papa ha anche augurato agli scrittori di «essere capaci di suscitare attrazione per la verità, perché voi stessi ne siete attratti». https://www.vaticannews.va/it/papa/news/2026-06/papa-leone-xiv-udienza-scrittori-centenario-lev.html
Ho letto e ho compreso fino in fondo il dramma che simili episodi generano ma che a volte vengono sottovalutsti specialmente da chi compie simili nefandezze. Non pretendo di possedere la verita’ ma mi sia concessa la “debolezza” di ritenere che siamo molto in ritardo nell’educare al rispetto e alla creazione di vslori comuni.
Per il resto e’ sicuro che Silvana descrivera’ il tutto in maniera fluuda e godibile. Grazie anche a te che ormai sei un grande critico letterario.
Un abbraccio a entrambi
Ho letto la tua recensione.
L’argomento di grande attualita’ evidenzia la distanza di visione tra chi aggredisce e chi subisce ma anche il ritardo degli altri a educare al rispetto della dignita’ degli altri. I drammi ce ne derivano sono enormi e certamente Silvana li sa leggere con grabde sensibilita’. Tu ormai sei un grande critico letterario e posso solo fare enormi complimenti ad entrambi.