
LA RECENSIONE del SABATO
di SERGIO SALVI
«Giro de il Giappone» e «Storiemigranti», autori Nicola Bernardi (Nik)https://www.feltrinellieditore.it/autori/bernardinicola/ & Sio (Simone Albrigi) https://it.wikipedia.org/wiki/Sio_(fumettista) editi da Feltrinelli – collana Feltrinelli Comics – rispettivamente nel 2025 (terza e definitiva versione con 90 tavole più 25 pagine) e nel 2019 (100 pagine).
In una frase: due viaggi veri e immaginifici.
Nik e Sio sono coetanei, classe 1988, nati rispettivamente a Casale Monferrato e a Montorio, frazione di Verona, entrambi laureati in Lingue Orientali all’Università Ca’ Foscari di Venezia, hanno fatto insieme il semestre di studio all’estero in Giappone, a Sapporo (sede dei Giochi Olimpici invernali nel 1972).
Entrambi si sono innamorati «un bel po’» della città e della gente.
Dopo il rientro in Italia per la laurea, entrambi, in tempi diversi, sono tornati a Sapporo; prima Nik, poco dopo essersi laureato, e un anno dopo Sio, proprio quando Nick sta per tornare in Italia. Passano ancora parecchi mesi nel corso dei quali, nel frattempo Nik è diventato un apprezzato fotografo, in Italia e all’estero e Sio uno Youtuber e fumettista con centinaia di migliaia di visualizzazioni.
Sio decide anch’egli di rimpatriare e avvisa per telefono Nik della decisione e pronuncia la frase magica: «E’ un po’ un peccato non aver visto niente del Giappone, a parte Sapporo». Nik propone all’amico di rimediare al peccato facendo tutto il giro del Giappone (in lungo e in largo) in bicicletta.
In attesa delle bici…
Nell’introduzione del «Giro» Nik racconta: «Era il 4 marzo 2014 quando ci siamo ricongiunti in un Airbnb di Okinawa … ad aspettare un corriere che ci recapitasse delle biciclette della Specialized da montare e con le quali partire, completamente allo sbaraglio, per quella che si sarebbe rivelata LETTERALMENTE l’avventura più importante e formativa della nostra vita … davvero, nulla è più stato come prima …da quei sellini non siamo mai scesi, anche dopo essere arrivati alla meta ed essere tornati alla vita normale. Le scoperte fatte durante quasi tre mesi di vita su strada, senza regole e senza programmi, ci hanno accompagnato per sempre. Come la scoperta che il “controllo” sulle cose sia una grandissima illusione e che lasciandosi andare al “viaggio” la vita si riempia di magnifiche, inattese e travolgenti sorprese. Quello che state per leggere è il diario di viaggio di due amici, una tenda, quattro ruote (due a testa), 79 giorni e 4072 km, racchiuso in un Tribro (sì l’abbiamo chiamato così), che vi giunge nella sua terza e definitiva forma.»
Il «Tribro»
Perché «Tribro»? Il lettore di trova tra le mani una normale pubblicazione (libro o albo di fumetti) e le prime 25 pagine, peraltro non numerate, si leggono e si guardano come di consueto. Poi comincia il vero e proprio diario del viaggio, costituito da 90 «tavole» girevoli, nel senso che la pagina a sinistra del lettore si presenta rovesciata e quindi si comincia a leggere la pagina destra, dove c’è il racconto del viaggio scritto da Nik, ruotando in senso orario il volume, in basso troviamo le strisce a fumetti di Sio, quasi sempre tre vignette, in cui si evidenzia un personaggio o un fatto dell’avventura, girando ancora il libro in senso orario appare la pagina con le foto scattate da Nik, ciascuna con doppia didascalia, una di Sio e una di Nik.
Come nei romanzi di Verne…
Il risultato è divertente e coinvolgente, il lettore è chiamato in qualche modo a partecipare al «Giro», come se il volume diventasse una quinta ruota, in aggiunta alle quattro delle due bici. In questo Tribro mi è anche parso di ritrovare alcune atmosfere di romanzi di Jules Verne, specialmente quelli ricchi di ironia, amore e rispetto per l’umanità e i luoghi, curiosità per le tradizioni e il cibo… sì, molto cibo. Mi sono venuti in mente «L’agenzia Thompson & C», «Le tribolazioni di un cinese in Cina» e «Il giro del mondo in 80 giorni», quest’ultimo di un solo giorno più lungo rispetto al «Giro de il Giappone»!
«Storiemigranti»
«Storiemigranti» è anch’esso un viaggio, un intenso e straordinario viaggio con le persone e le loro storie e non è certo per caso che sia dedicato «Ai viaggiatori».
Nik e Sio hanno collaborato con il Centro di Solidarietà l’Ancora di Imperia, che gestisce i Centri di accoglienza straordinaria (Cas) di Imperia, Vallecrosia e Bajardo. Qui gli autori hanno conosciuto oltre cinquanta migranti provenienti da tutte le parti del mondo, che hanno condiviso con loro una storia della loro vita.
«Storiemigranti» è la raccolta di trentadue di quelle storie, raccontate con due strumenti di comunicazione, in questo caso efficacissimi: un ritratto fotografico di notevole intensità e un breve fumetto, due facciate, dodici vignette al massimo. Pensieri infiniti, qualche volta si ride anche, e poi, istintivamente, si torna a riguardare la foto del protagonista.
«Ci siamo chiesti se ci fosse bisogno di un libro che spiegasse che quelli di cui i telegiornali parlano, usando termini come “immigrati, clandestini, rifugiati”, o semplicemente usando dei numeri, sono in realtà esseri umani, persone … Questo è un libro di storie normali di persone normali» (dall’introduzione).
Grazie agli autori per essersi posta la domanda e della risposta che si sono data e di come l’hanno realizzata.
Finale

Due pubblicazioni che hanno avuto notevoli riscontri positivi di pubblico e di critica, soprattutto grazie al web e che sono adatti a tutti, compresi i lettori più tradizionalisti come me.
Con Nik e Sio anche Lorro

A proposito del parallelo con Jules Verne, sull’onda dell’entusiasmo del Giro del Giappone, Nik e Sio, questa volta insieme al loro amico e complice Lorenzo Civolari («Lorro»), dal 6 luglio al 1° settembre 2017 hanno fatto il giro dell’Islanda in bicicletta (poi sono andati in Groenlandia, il Signor Trump era al primo anno del suo primo mandato presidenziale, auff…!). Proprio dall’Islanda Jules Verne fa iniziare l’avventura del suo celebre «Viaggio al centro della Terra», pubblicato nel 1864: un percorso che scende dal cratere del vulcano islandese Snæfellsjökull e risale in superficie attraverso il cratere dello Stromboli. In effetti un tracciato un po’ arduo da fare in bici…

Che dire ? Sono la mamma di Nicola e ho le lacrime che scendono cariche di emozioni
Ho letto in questa recensione una versione ancora piu completa dell’idea che mi ero fatta dei viaggi magninifici prima di Nik e Sio e poi di Nik Sio e Lorro
Storie migranti rimarrà per sempre nel mio ❤️
GRAZIE SERGIO per aver dato voce a tutto questo
Deve essere stata una magnifica esperienza il giro del Giappone! Complimenti!!!