Ho scritto un nuovo romanzo.
Tre anni fa, avevo usato lo stesso incipit. Ho scritto un nuovo romanzo: anche allora, un breve annuncio, perché ci vuole poco per dirlo, solo cinque parole.
Cambiano, però, quelle che seguono. Tre anni fa, il titolo era «Tuo padre suonava l’armonica».https://www.arabafenicelibri.it/scheda-libro/silvana-mossano/tuo-padre-suonava-larmonica-9788866178446-727109.html
Ora, invece, il titolo del nuovo romanzo è «Quando si fa la luna piena».
L’editore che ha accettato di condividere questa nuova avventura è ancora ArabAFenice. Grazie.
Il debutto nella mia città – Casale Monferrato – avverrà giovedì 28 maggio, alle 18,30, all’Accademia Filarmonica: oggi come allora, grazie all’entusiasta accoglienza di Serena Monina.
A parlarne con me sarà Alberto Marello, un bravissimo giornalista, un prezioso amico. Durante la chiacchierata, leggerò alcuni brani del romanzo accompagnata in musica da Sergio Salvi, che, in sottofondo, interpreta alcune canzoni citate nel romanzo.
Nel frattempo, tra il 14 e il 18 maggio, sarà al Salone del Libro di Torino, nello stand della casa editrice Araba Fenice.
Successivamente, andrà un po’ a spasso: magari in mezzo ad altri libri, come ad esempio, nelle biblioteche, anche quelle raccolte e ricche dei paesi, oppure nei circoli, nelle librerie, nei giardini, nei cortili oppure nei caffè…
E, adesso, oltre all’annuncio, che altro posso dire?
Un po’ di storia…
…ma non troppo, per non togliere il gusto di scoprirla a chi vorrà leggere il libro.
Prima di tutto, il titolo. Che cosa succede quando si fa la luna piena, cioè quando la Luna si trova tra la Terra e il Sole e si pianta nel cielo come un immenso disco d’ora? Ne capitano di tutti i colori, ancor più secondo consolidate e inossidabili credenze popolari: quando c’è la luna piena ci sono le alte marre, si imbottiglia il vino o si raccolgono le piante officinali, si semina o si potano le piante, si soffre di insonnia o di sogni agitati, si diventa più insofferenti ovvero «lunatici» e, in più, i reparti di maternità si affollano perché pare che nascano più bambini. La scienza nega che ci sia del vero; le mie nonne, invece, ci credevano fermamente e guai a contraddirle.
«Quando si fa la luna piena» non è solo una storia, ma un intreccio di più storie: tante vite umane – diversissime, molte curiose e strampalate, come piacciono tanto a me – che per fatalità si incrociano: si sfiorano, si incontrano o si scontrano, si attraggono o si respingono. Non è forse quel che accade ogni giorno nelle nostre vite? D’altronde, anche se la trama di «Quando si fa la luna piena» è totalmente inventata, c’è, qui dentro, molto di tante vite vere che il mio mestiere di giornalista mi ha fatto scoprire. Parecchie di quelle vite mi erano rimaste addosso e attendevano di essere, come dire…, liberate: aspettavano di rinascere e portare a compimento i loro destini, foss’anche semplicemente prese per mano dalla mia fantasia. Che, poi, sarà pure fantasia, ma non è fantascienza: è pura verosimiglianza, una possibile sovrapposizione con parecchie esistenze reali.
La trama
Una giovane donna si suicida buttandosi nel Po. Pareva felice e appagata: amava il suo lavoro di pediatra e presto avrebbe sposato il ragazzo cui era legata da anni. Ma Nori era davvero felice? Il suo biglietto di addio lascia intuire che forse, in quella vita apparentemente perfetta, era successo qualcosa di terribile. Solo la vecchia tata, Mina, ha una spiegazione, ma è colta da un grave malore e, quindi, non è in grado di parlare. Adele, la madre di Nori, sprofonda in uno stato di prostrazione e si chiude in sé stessa, afflitta dal senso di colpa per non aver capito il disagio della figlia; il padre, Umberto, cerca nel lavoro qualche ragione per sopravvivere, ma tra loro si apre una frattura profonda di incomprensione e risentimento che li allontana, acuendo la disperazione per il lutto. Fino all’incontro con un bambino, Sasho, scoperto a rubare per sfamare sé stesso e la sua mamma incinta, Aneta. Quell’incontro che sconvolge e scompiglia, insieme ad alcune rivelazioni sulla giovane donna suicida e all’ostinazione della madre decisa a smontare le apparenze, porterà i genitori a ritrovarsi, arrivando a capire il gesto della figlia e a conoscere i suoi segreti.
I luoghi
Nel romanzo non hanno un nome, anche se io ho preso spunto da molti spazi concreti, che ho bazzicato o frequento tutt’ora; ciascun lettore, però, può cercare in piena libertà una propria immedesimazione. Il contesto è, comunque, quello di una piccola città di provincia, con i cortili, i terrazzi a ringhiera, i giardini, il bar, la trattoria, la biblioteca, le campane che suonano allegre «a festa» o gravi «a morto». E c’è il fiume.

Le vicende si dipanano tra sensi di colpa, debolezze, rancori, vecchie storie sepolte fino a che si farà la luna piena, quando, secondo la credenza popolare, le donne, appunto, partoriscono.
(articolo in aggiornamento)
Dove si trova il libro?
Il romanzo «Quando si fa la luna piena» si può trovare o richiedere in libreria.
Oppure sul sito della casa editrice arabAFenice. https://www.arabafenicelibri.it/scheda-libro/silvana-mossano/quando-si-fa-la-luna-piena-9791257810191-727227.html
Biografia
Sono nata a Casale Monferrato, giornalista per 40 anni, di cui più di 30 al quotidiano La Stampa, fino al 2020.
Ho un blog – www.silmos.it -, dove scrivo molto (ma non soltanto) del dramma che ha colpito la città di Casale: il mal d’amianto. A questa tragedia ho dedicato un libro-inchiesta, «Malapolvere», (Edizioni Sonda, 2010; seconda edizione aggiornata e integrata 2013). Sullo stesso tema ho scritto «Morire d’amianto», insieme a Michele Brambilla (e-book, La Stampa Editrice, 2012).
Ho pubblicato, poi, i romanzi: «Il cortile» (e-book, Gems, 2011), «Un giorno arriverò» (Salani, 2012), «Tuo padre suonava l’armonica» (ArabaFenice, 2023). https://www.amazon.it/padre-suonava-larmonica-Silvana-Mossano/dp/8866178446
Con il celebre designer e creativo Elio Carmi ho scritto il libro-testamento «Fai che farlo. Frammenti di vita e design» (Fausto Lupetti Editore, 2023).
Ho partecipato al podcast «La città di Amianto», firmato da Sara Poma e prodotto da Chora Media per Ray Play Sound (maggio 2025).
Sono autrice della pubblicazione «Sotto lo stesso cielo – Il dottor Morello e la sua famiglia salvati dal “Giusto” don Cossavella» (edito da Comunità Ebraica di Casale Monferrato, 2026). Avevo già scritto, nel 2004, una pubblicazione su un altro personaggio caaslese: «Romeo Giovannacci – Una vita tra i libri», con prefazione di Giampaolo Pansa e postfazione di Gianni Abbate, Edizioni Giovannacci.
Scrivo e interpreto monologhi per spettacoli di teatro-canzone.