[Al fondo, è pubblicato un ricordo del professor Renato Balduzzi, già Ministro della Salute]
Il 2 dicembre 1987, il sindaco Riccardo Coppo firmò la storica ordinanza n. 83 con cui vietava l’uso e la lavorazione di amianto su tutto il territorio comunale della città di Casale Monferrato.
Chissà quanti casalesi si sono salvati grazie a quel divieto che aveva anticipato di ben cinque anni la legge nazionale (varata nel 1992) con cui, finalmente, si bandì la fibra in tutta Italia. In tanti inconsciamente abbiamo scansato la cattiva sorte in virtù del provvedimento che Riccardo Coppo adottò in coscienza e sulla base di autorevoli pareri scientifici.
E, tuttavia, quella decisione coraggiosa non è bastata a salvare sua moglie, Lilia Ariotti, così come non era bastato a risparmiare suo fratello, Umberto Coppo, deceduto il 29 agosto dello scorso anno. L’una e l’altro vittime del mesotelioma.

Destino cinico e beffardo.
La professoressa Lilia Ariotti, 78 anni compiuti il 7 luglio, è morta stamattina, 20 novembre, all’Hospice «Zaccheo» dell’ospedale Santo Spirito di Casale, dove era ricoverata da alcuni giorni. La diagnosi risale alla fine di aprile dello scorso anno. Poco più di un anno e mezzo di sopravvivenza, alternata tra l’abitazione in strada San Giorgio Lanza e la casa dei parenti a Treville, dove riusciva a sopportare meglio l’afa estiva. Alle prime avvisaglie del male, si era subito rivolta alla Struttura Mesotelioma di Alessandria-Casale e si era affidata alle cure degli oncologi Federica Grosso, Sara Delfanti, Antonella De Angelis e Luigi Cerbone.
Lilia Ariotti aveva conosciuto Riccardo Coppo nell’ambito dell’Azione Cattolica. Si erano sposati a settembre 1973 e avevano avuto due figli: Marco e Valeria.
La professoressa Ariotti era docente di Matematica e Scienze alla media Dante Alighieri, il professor Coppo insegnante di Tecniche di Laboratorio al Sobrero. Lei aveva anche avuto una precedente esperienza alla Caserma Nino Bixio di Casale, dove insegnava ai militari del servizio di leva, interessati a conseguire il diploma di terza media. Così ricorda la collega di allora Titti Palazzetti.
La condivisione tra Lilia e Riccardo non si esauriva nel contesto scolastico. Anzi, più di tutto condividevano un percorso di stile sobrio e di politica intesa come impegno di servizio per la collettività: Riccardo Coppo in modo attivo, con ruoli diversi fino a sindaco per due mandati, Lilia Ariotti, compagna riservata, ma molto partecipe, specialmente nei momenti più difficili della vita amministrativa del marito. Le ascoltarono insieme le chiamate minacciose giunte al telefono di casa (all’epoca non c’erano gli smartphone), anche di notte, proprio in seguito all’ordinanza dell’87. «Verremo a casa vostra a mangiare» erano i messaggi incattiviti dalla rabbia di aver perso il posto di lavoro e di vedere annullata la prospettiva che la fabbrica fosse riaperta. Ma il pericolo per la salute era incombente. Quel provvedimento fu preso, infatti, perché «la situazione di Casale era incontingentibile e urgente», spiegò Coppo. L’amianto faceva morire. Lui lo sapeva, lei altrettanto. Bisognava mettere al sicuro, al più presto e nella maniera più drastica possibile, i casalesi. Quanti più casalesi si poteva. Quella scelta, allora giudicata impopolare e audace, marito e moglie la condivisero.
La professoressa Ariotti, già in pensione, due anni fa alla scuola Media di Villanova, parlò ai ragazzi del problema amianto. E «un problema – spiegò – può essere affrontato in tre modi: non occupandosene, o sperando che se ne occupi qualcun altro, o affrontandolo personalmente. Il sindaco Coppo e quella amministrazione comunale affrontarono personalmente il problema Eternit con responsabilità e coraggio».

Lilia Ariotti è stata una insegnate amata e stimata dagli alunni: amata per l’atteggiamento umano e accogliente di cui era sintesi il sorriso che illuminava gli occhi chiari, stimata perché tanto era rigorosa con sé stessa non di meno lo era con i propri alunni. Sapeva insegnare bene la matematica, ma la sua passione era per le scienze. Apprezzava nel profondo le piante e i fiori: sapeva comporre mazzi stupendi con qualsiasi infiorescenza, raccolta nel giardino attorno alla casa di strada San Giorgio Lanza o nei prati. Un giorno di marzo, arrivò con un mazzolino di violette, rotondo, perfetto, legato graziosamente con un nastrino; lo tirò fuori con pudore dalla borsa e me lo porse con delicatezza: indimenticabile dono di nozze.
Tanto quanto alleata preziosa di suo marito è stata madre premurosa con i figli e i nipoti, che raggiungeva, il più possibile, dentro e fuori Italia.
La salma di Lilia Ariotti vedova Coppo è stata composta nella camera ardente allestita nell’abitazione. Il rosario sarà recitato domani, venerdì 21 novembre alle 21, nella chiesa dello Spirito Santo; nella stessa parrocchia, i funerali si svolgeranno sabato 22 novembre alle 10,30.
Il ricordo del professor Renato Balduzzi, già Ministro della Salute
In memoria grata di Lilia Ariotti Coppo
Si può essere determinati e al tempo stesso delicati, ci si può indignare senza perdere serenità, si può essere solidi e non condizionabili pur apparendo fragili.
Ecco, Lilia Ariotti Coppo è stata tutto questo.
Lo è stata da giovane e attiva socia dell’Azione cattolica casalese, lo è stata nel matrimonio con Riccardo e nella loro esperienza familiare con Marco, Valeria e i nipoti, lo è stata come amatissima insegnante di matematica e di scienze (quasi un ossimoro!), lo è stata nell’esperienza precoce della vedovanza, lo è stata infine nella malattia, quel mesotelioma pleurico maligno che ancora non perdona e che ha segnato la sua vita, come quella di molti, troppi monferrini.
Di battaglie, civili e politiche, Lilia ne ha combattute tante, senza mai perdere il dolce sorriso e la trasparenza che riflettevano i suoi occhi chiari, così dimostrando che è possibile stare in società senza perdere identità, a condizione che questa identità sia aperta e che si sia capaci di mettere prima il bene comune rispetto all’interesse particolare.
Carissima Lilia, ora che sei “andata avanti” mi vengono alla mente le tante e concise frasi di delicatezza e dolcezza che sapevi dire ai tuoi amici, e in particolare quando mi dicesti “grazie Renato, perché tutte le volte che Riccardo e io ti abbiamo cercato, sei sempre stato disponibile e sei sempre venuto a Casale”.
Non avrei potuto fare diversamente, perché la serietà del vostro impegno è stata pari soltanto alla speranza che avete saputo infondere nella società civile e politica e nella comunità ecclesiale di Casale Monferrato. Non si può dire di no a chi dà senza chiedere nulla in cambio, a chi si spende senza calcoli e furbizie.
Mi sembra ieri, ma sono trascorsi già undici anni, che abbiamo dato l’ultimo saluto a Riccardo. La mestizia di quel giorno è pari soltanto all’affetto e alla speranza che si percepiva attorno alla famiglia e agli amici più cari. Questa mestizia intrisa di affetto e di speranza è quello che percepiamo anche in questi giorni, ed è alla base dello spontaneo “grazie” (e lo dico anche a nome di Barbara e dei nostri figli, Giacomo in particolare) per avere potuto conoscere e frequentare persone come te, professoressa Lilia Ariotti Coppo.
Renato Balduzzi
…tutto il mio profondo cordoglio
L’ennesima vendetta del male incurabile, vittima la moglie del sindaco che lo ha combattuto. Sentite condoglianze personali e a nome della uil di Casale. Luigi Ferrando
Alla famiglia le mie condoglianze.
R.I.P
Bella persona conosciuta tanti anni fa quando ancora c’era il marito, condoglianze alla famiglia. Simonetto Graziella
Purtroppo il “ meso” continua a mietere vittime . Ora Lilia riposa con Riccardo con cui ha condiviso la lotta a questo male incurabile . Sentite condoglianze alla famiglia . Riposa in Pace
Sincere condoglianze a tutta la famiglia.
Ancora. Un grande dispiacere.
Cara Lilia, anche la mia adorata Miriam ti ha preceduta per la stessa causa.Tenetevi per mano e pregate pregate per noi.
Donna di grande intelligenza e altrettanta umiltà, la ricordo in benedizione. Voglia il Buon Dio donargli con il Suo Riccardo la pace e la gioia dei Giusti.
Sono stato un compagno d’armi di Riccardo Coppo nel Castello dí Casale Monferrato, ricordo la sua emozionata voce e il suo tenero sguardo quando, al tramonto di un caldo pomeriggio, mi parlò della sua ragazza. “Tutti i tramonti sono belli ma quelli visti abbracciati alla ragazza che ami sono indimenticabili “.
Avevo 7 forse 8 anni e quando Riccardo veniva a lavorare nei c
Mi dispiace tantissimo. Ho conosciuto Lilia tanti anni fa e ho avuto modo di apprezzarla come collega, come donna e come mamma. Quel maledetto ha colpito ancora. Sono sinceramente vicina a tutti suoi famigliari.