
RECENSIONE del SABATO
di SERGIO SALVI
Miracoli a comando», autore Dario Corradino, pubblicato da Edizioni Jolly Roger, prima edizione marzo 2026, pp. 288.
In una frase: affascinante thriller spirituale.
Questo avvincente romanzo affonda le radici nell’Alto Medioevo: a Pistoia nell’849 fu pronunciato dalla popolazione un voto solenne perché si temeva un attacco da parte dei Saraceni «e quei poveri cristiani terrorizzati si appellarono a San Giacomo chiedendone la protezione. I Saraceni, alla fine, non attaccarono e i pistoiesi, riconoscenti, scelsero l’Apostolo come partono della città. Questo fatto rese forte la relazione della diocesi di Pistoia con Santiago de Compostela, tomba di San Giacomo» (p. 8-9).
L’AUTORE

Dario Corradino, coetaneo, tra gli altri, di Papa Leone XIV e del Cardinale Matteo Zuppi (1955, classe di ferro!) è giornalista professionista, ha lavorato per oltre quarant’anni a La Stampa, dove è stato capo redattore centrale, è docente di etica e deontologia al Master in giornalismo dell’Università di Torino. Da anni percorre i cammini spirituali nel mondo. Ha completato tutte le vie verso Santiago de Compostela (oltre 2500 chilometri solo in Galizia), ha seguito la Wicklow Way in Irlanda, i sentieri di Gesù in Terra Santa, il Cammino degli 88 templi in Giappone. Ha scritto saggi e guide dedicate ai cammini. Cito: «Il respiro del cielo – Skyway Monte Bianco dalla storia al futuro», 2017, Itedi; «AltraVia – La guida ufficiale all’AltraVia da Torino a Savona», 2021, Morellini; «Il Cammino di Santiago in 100 storie», 2021, Gribaudo; «Wicklow Way – Il Cammino d’Irlanda», 2023, Phasar; «Anfiteatro morenico di Ivrea – Alta Via», 2023, Morellini; «Come inventare un cammino (e rovinarsi la vita), 2024, Edizioni dei Cammini.
«Miracoli a comando» è il suo primo romanzo.
TUTTO EBBE INIZIO…
Il nodo più importante del legame tra Santiago de Compostela e Pistoia fu stretto sabato 4 marzo 1144. L’allora vescovo della città toscana Atto (alcuni studiosi gli attribuiscono origine spagnola) aveva ottenuto il privilegio quasi unico di avere una reliquia dell’Apostolo. In quel giorno, l’arcivescovo di Santiago, Pedro Helias, più due inviati di Pistoia e Ranieri, un diacono di origine pistoiese da anni insegnante a Santiago, attraversata la cattedrale in solenne processione, entrarono nel sepolcro e aprirono l’urna di San Giacomo, per prelevare il frammento dei resti dell’Apostolo destinato appunto al duomo di Pistoia.
«La cerimonia durò più del previsto, almeno per il gruppo di religiosi che aspettavano fuori», quando i quattro uscirono dalla cripta un giovane diacono fece un passo verso di loro «ma l’espressione che avevano quelle quattro persone quasi lo spaventò. Sembravano stravolti». Nessuna spiegazione, l’arcivescovo Pedro Helias «con il volto paonazzo, disse: “Oremus!” e ricominciarono le litanie nelle solenni ampiezze della cattedrale». (p.17)
Terminata la liturgia collettiva, l’arcivescovo si trattenne con i tre che lo avevano accompagnato nell’importante gesto del prelievo della reliquia e pretese un giuramento che nessuno rifiutò: «E dunque, per ciò che vi ho spiegato, giuriamo. Giuriamo solennemente tutti quanti, giuriamo che mai si conosca quanto è accaduto oggi nella cripta». (p.18).
BALZO STORICO
Santiago de Compostela, anno 2025, Ruben è un ricercatore universitario, dipartimento di Storia Medievale; il suo professore gli ha affidato una ricerca sulla diffusione delle reliquie di San Giacomo: «Ce n’erano ovunque nel mondo cristiano, abbastanza per completare almeno due o tre scheletri, e quindi per la massima parte false». (p.47)
L’oggetto della ricerca di Ruben riguarda in particolare le cosiddette «reliquie secondarie», cioè quelle ufficialmente cedute dalla Cattedrale alle altre chiese, e, nello specifico, quella della donazione a Pistoia, l’unica che in qualche modo risulti certificata, e che quindi potrebbe essere l’unica «autentica» che ha lasciato Santiago. Insomma Ruben è spedito a Pistoia in cerca di documenti e altre tracce.
COLPI DI SCENA
In quei giorni, nei pressi della Cattedrale di Santiago, il commissario Diego Fonseca, da poco promosso a responsabile della divisione investigativa, ha appena varato una riorganizzazione del suo gruppo di collaboratori; tra i cambiamenti, prevede il coinvolgimento nella squadra operativa della giovane agente Beatriz Velasco, fino al giorno prima dedicata a compiti amministrativi. Beatriz sarà presto messa alla prova quando si tratta di catturare un criminale messicano legato ai cartelli internazionali della droga e poi dovrà indagare su una serie di misteriosi delitti.
E che cosa c’entrano queste indagini con le reliquie di San Giacomo? Nella trama ricca di colpi di scena, vengono coinvolti, del tutto ignari, anche due pellegrini italiani, partiti con un gruppo internazionale da Léon, per raggiungere Santiago dopo 340 chilometri di cammino. Mentre i pellegrini stanno completando il loro cammino, Ruben è tornato a Santiago da Pistoia. È euforico: con sé ha un prezioso documento e ha anche ripreso l’attività di chitarrista-cantante per intrattenere i numerosi pellegrini, ben disposti allo svago dopo la grande fatica.
GIUDIZIO FINALE
Romanzo molto bello, sorprendente, con spunti ironici di gran classe e ricco di spiritualità, un cocktail ben dosato e vincente.
Un altro consiglio: Dario Corradino, sul suo profilo Facebook con l’hashtag #madoveletrovi, pubblica foto e considerazioni utili per risollevare quotidianamente il morale, già fin di prima mattina, ironia senza sarcasmo o dileggio verso nessuno: per far sorridere e ridere non occorre offendere. Se accedete a FB non fatevelo scappare!