Il Premio Vivaio Eternot è il riconoscimento più identitario assegnato nella città di Casale Monferrato. Ogni anno, chi lo riceve – «per l’impegno profuso nella lotta per un mondo libero dall’amianto attraverso la cura, la ricerca, la diffusione dell’informazione, importanti e significative azioni di bonifica, battaglie sociali e legali legate ai danni causati dall’amianto» – porta a casa un pezzo di quel monumento vivo che, nel 2016, l’artista Gea Casolaro (partecipante al progetto di Arte Pubblica per il Parco Eternot, a cura di Daria Carmi) ha ideato e pensato come Vivaio di tante piante di Davidia Involucrata, il cosiddetto «albero dei fazzoletti.
Il Monumento Vivaio
Il Vivaio è collocato nel Parco Eternot (sorto sul sarcofago tombato della vecchia fabbrica Eternit bonificata, sbriciolata e sepolta). Qui, martedì 28 aprile, Giornata Mondiale per le Vittime dell’Amianto, è stata collocata una corona d’alloro (nella foto grande, attivisti e autorità subito dopo la deposizione).
E i «fazzoletti» della Davidia, dopo aver asciugato le lacrime dei casalesi, partono da qui ogni anno per essere piantati in diverse parti d’Italia in modo da «sviluppare ovunque profonde radici di giustizia» come ha voluto l’artista creatrice.
Una giuria qualificata esamina diverse candidature proposte e sceglie i destinatari del Premio Vivaio Eternot, la cui proclamazione avviene sempre il 28 aprile.

Così anche quest’anno, nella sala consiliare del Palazzo Municipale, in una cerimonia presieduta dal sindaco Emanuele Capra e dall’assessore all’Ambiente Gigliola Fracchia. «Un momento per condividere la speranza» ha detto Capra.
Prima di procedere all’assegnazione dei premi, sono state presentate cinque piantine di Davidia involucrata, donate dal Gruppo Scout Casale Monferrato: i Castorini (bambini di sei e sette anni si età) si sono presi meticolosamente cura per tre anni della loro messa a dimora e della crescita.
Negli occhi di chi resta
È stata anche presentata la docu-serie in quattro puntate intitolata «Negli occhi di chi resta», progetto dedicato alla memoria della tragedia dell’amianto a Casale Monferrato e alle sue ripercussioni umane e sociali.
L’opera, prodotta da Lav Comunicazione in collaborazione con La Stampa, è stata diretta da Enzo Governale, con la regia di Lucio Augelli, scritta dai giornalisti Giulia Di Leo e Alessandro Venticinque. Raccoglie una serie di testimonianze da parte di chi ha lavorato all’Eternit, di medici, famigliari delle vittime e malati. Lo sguardo si amplia da Casale a Balangero, dove sorgeva la più grande miniera di amianto d’Europa. E, infine, ci sono le voci dei bambini e dei ragazzi: sono loro gli occhi proiettati nel futuro.

I trailer sono disponibili sui canali social @negliocchidichiresta e sul sito de La Stampa. L’opera sarà diffusa a giugno, in occasione dei quarant’anni dalla chiusura dello stabilimento Eternit, a seguito del fallimento.
Vincitori Premio Vivaio Eternot
Otto i premiati, alcuni presenti in sala consiliare, altri da remoto.
Ecco le schede di ciascuno, secondo l’ordine di assegnazione del riconoscimento.
Ugo Roffi e Ludovica Schiarolli – Autori del Docufilm «Amianto. Genova: storia di una lotta operaia»
Nel 2006 a Genova i pensionati per l’esposizione all’amianto vennero accusati di truffa; furono bloccati i vitalizi e fu chiesto di rimborsare. Dodici anni dopo è stata ristabilita la verità. È accaduto a Genova dove nel 2004 è stata aperta un’indagine a carico di un gruppo di ex operai Ilva e Ansaldo accusati di truffa ai danni dell’Inps: avrebbero dichiarato di avere lavorato a contatto con l’amianto per ottenere i benefici pensionistici consistenti nell’andare in pensione anticipatamente. Il docufilm «Amianto. Genova: storia di una lotta operaia» racconta la battaglia sindacale, durata 12 anni: oltre 1400 lavoratori, alcuni malati o deceduti, colpiti dall’esposizione all’amianto sono stati indagati come truffatori dimenticando i danni inoppugnabili provocati dall’asbesto. Tra il 1994 e il 2020 l’Inail ha registrato in Liguria oltre 3.600 decessi provocati dall’esposizione all’amianto, di cui oltre la metà a Genova. (…) Grazie alla Cgil, Fiom e SPI le pensioni vennero ripristinate, ma di amianto si continua a morire. Il documentario vuole raccontare quella lotta e restituire dignità e giustizia ai malati, alle vittime, ai loro familiari, alla classe lavoratrice offesa da accuse infondate e infamanti. (….) Selezionato al Flight Film Festival di Genova e al Clorofilla Film Festival, il film ha ricevuto il Premio del Gruppo Cronisti Liguri 2025.
Vicky Franzinetti – Traduttrice ed interprete
Traduttrice e interprete simultanea di altissimo livello. Nata in Galles, vive e lavora a Torino. (…) Grazie alle sue competenze linguistiche, spesso ha svolto attività professionale per i tribunali, esperta in testimonianze internazionali complesse. Così è accaduto per il caso Eternit, dove ha avuto e continua ad avere un ruolo cruciale. La sua attività non si è limitata agli incarichi professionali; Vicky Franzinetti è diventata il ponte tra le famiglie delle vittime di Casale Monferrato e gli esperti e ricercatori mondiali, le associazioni e i media stranieri. Traduce gratuitamente articoli e libri per far conoscere al mondo la tragedia dell’amianto, trasformando un compito tecnico in una missione di giustizia sociale e coniugando rigore professionale estremo con forte carica emotiva. (…) Grazie alla perfetta padronanza delle lingue inglese e italiana, Vicky Franzinetti ha permesso agli attivisti di Casale Monferrato di stringere alleanze con le associazioni delle vittime in Belgio, Francia, Inghilterra, Brasile, Stati Uniti, Canada e non solo. (…) L’associazione americana no profit «Adao» (Asbestos Disease Awareness Organization), fondata nel 2004 da Linda Reinstein, vedova dell’amianto statunitense, le ha conferito nel 2022 il premio «The Tribute of Hope Award», perché Vicky ha dimostrato che la verità può viaggiare, forte e chiara, oltre i confini nazionali. Di lei è stato scritto: «Vicky non traduce solo parole; traduce il dolore e la richiesta di giustizia di intere comunità»”.
Luca Vitone – Artista
A partire dal progetto Per l’eternità, sviluppato dal 2013, Vitone ha portato il caso Eternit di Casale Monferrato all’interno di contesti istituzionali e culturali di rilievo nazionale e internazionale, contribuendo ad ampliare significativamente il pubblico raggiunto dal tema. Il suo lavoro ha reso accessibile una vicenda complessa e spesso invisibile, traducendola in un’esperienza diretta e coinvolgente per spettatori provenienti anche da ambiti lontani da quelli scientifici o attivisti. Attraverso installazioni, opere olfattive e materiali audiovisivi, Vitone ha saputo trasformare la memoria del disastro in un dispositivo di consapevolezza, capace di attivare attenzione e riflessione nel pubblico dell’arte. In questo modo, ha contribuito a costruire un ponte concreto tra la cultura dell’amianto e nuovi contesti di ricezione, favorendo una più ampia circolazione del tema. Il suo lavoro si distingue inoltre per il rapporto diretto con il territorio di Casale Monferrato, sviluppato attraverso attività di ricerca, ascolto e confronto con la comunità locale. Questo approccio ha permesso di radicare la sua pratica artistica in una dimensione reale e condivisa, rafforzando il valore testimoniale e civile del progetto.
Elia Ranzato – Ricercatore
La sua figura rappresenta l’eccellenza della ricerca scientifica che nasce e si sviluppa nel cuore del territorio più colpito dalla tragedia dell’amianto, trasformando la conoscenza in uno strumento di resilienza e speranza per il futuro. Il lavoro del professor Ranzato all’Università del Piemonte Orientale ad Alessandria si caratterizza per un costante impegno nello studio dei meccanismi molecolari e cellulari alla base delle patologie asbesto-correlate. La sua attività si concentra sulla comprensione profonda di come l’organismo interagisce con le fibre di amianto. Attraverso modelli in vitro, il Prof. Ranzato indaga le risposte biologiche allo stress indotto dalle fibre, analizzando come la comunicazione tra cellule e i segnali infiammatori contribuiscano alla progressione della malattia. La sua ricerca esplora anche la possibilità di modulare la risposta ai trattamenti esistenti attraverso lo studio di sostanze coadiuvanti. (…) Oltre all’attività di laboratorio, il prof. Elia Ranzato svolge un ruolo fondamentale come mentore per le nuove generazioni di biologi (…). La sua dedizione non è solo accademica, ma rappresenta un ponte vitale tra la ricerca scientifica e la comunità, mantenendo viva la memoria storica della lotta all’amianto attraverso il rigore della scienza.
Giuseppe Matullo – Professore Ordinario Genetica Medica
Il professore Matullo, professore Ordinario di Genetica Medica all’Università di Torino e responsabile dell’Unità «Genomic Variation, Complex Diseases and Population Medicine», rappresenta una figura di riferimento nel panorama internazionale della genetica delle malattie complesse. (…) Nel campo del mesotelioma pleurico, (…) i suoi studi hanno aperto nuove prospettive nella comprensione dei meccanismi molecolari e, soprattutto, nello sviluppo di strumenti per l’identificazione precoce della malattia nelle popolazioni esposte ad amianto. (…) Il valore della sua attività scientifica è ulteriormente attestato dall’assegnazione di finanziamenti competitivi di alto profilo, tra cui due progetti Airc specificamente dedicati alla ricerca sul mesotelioma (…). Parallelamente, ha sviluppato modelli avanzati di stratificazione del rischio basati sull’integrazione di dati genetici ed epigenetici, contribuendo in maniera significativa all’evoluzione della medicina predittiva e personalizzata nel mesotelioma pleurico. Il suo impegno è ulteriormente testimoniato dal suo ruolo di coordinatore del Gruppo di Lavoro sul mesotelioma a livello europeo nel progetto Epic e dalla partecipazione a consorzi internazionali, tra cui l’International Mesothelioma Interest Group e il Centro Interdipartimentale G. Scansetti per lo studio dell’amianto. (…).
Giovanni Luca Ceresoli – Oncologo
Il dottor Giovanni Luca Ceresoli è un oncologo di riconosciuto profilo internazionale, con oltre trent’anni di esperienza clinica e scientifica nel campo dell’oncologia toracica e, in particolare, del mesotelioma pleurico. Ha ricoperto ruoli di responsabilità in importanti istituzioni oncologiche italiane, tra cui l’Ospedale San Raffaele di Milano e le Cliniche Humanitas Gavazzeni di Bergamo, dove ha diretto l’Unità Operativa di Oncologia e coordinato programmi dedicati ai tumori toracici. Attualmente è impegnato nella gestione clinica dei pazienti con mesotelioma pleurico (…). La sua attività scientifica è fortemente centrata sul mesotelioma: è stato Principal Investigator di numerosi studi clinici nazionali e internazionali (oltre 50), contribuendo in modo significativo allo sviluppo di nuove strategie terapeutiche, tra cui chemioterapia, immunoterapia e approcci multimodali. (…). Ceresoli ha inoltre svolto un ruolo chiave nella costruzione di reti di ricerca e collaborazione dedicate al mesotelioma: è membro del Comitato Scientifico della Fondazione Buzzi Unicem di Casale Monferrato e, dal 2025, Presidente della Fondazione Met.I (Mesothelioma Team – Italy), impegnata nella promozione della ricerca e nel miglioramento della cura dei pazienti affetti da questa malattia. La sua esperienza si estende anche all’ambito delle linee guida cliniche (…).
Sara Delfanti – Oncologa

La formazione della dottoressa Delfanti si è sviluppata in contesti clinici e di ricerca, grazie al tirocinio presso l’Irccs Policlinico San Matteo di Pavia, struttura nella quale ha poi ricoperto il ruolo di Dirigente Medico in Oncologia dal 2012 al 2020. Dal 2020 opera ad Alessandria, dove si dedica in particolare alla gestione clinica di patologie oncologiche complesse come mesoteliomi, melanomi e sarcomi, contribuendo attivamente allo sviluppo di percorsi terapeutici innovativi e personalizzati. Nel corso della carriera ha maturato una significativa esperienza nella conduzione di studi clinici, svolti nel rispetto delle linee guida internazionali ICH-GCP e delle normative FDA. I suoi principali interessi clinico-scientifici sono rivolti ai tumori rari con focus sul mesotelioma. È membro di importanti società scientifiche, tra cui l’Associazione Italiana di Oncologia Medica (Aiom), Women for Oncology, l’Italian Sarcoma Group (Isg) e l’Associazione Italiana Donne Medico (Aidm), la Fondazione Met.I per la ricerca e la cura del mesotelioma. (…) Svolge inoltre un ruolo di riferimento per il territorio di Casale, dove è costantemente presente per la presa in carico dei pazienti affetti da mesotelioma. (…)
Pietro Gino Barbieri – Medico del lavoro

Pietro Gino Barbieri, specialista in Medicina del Lavoro e in Tossicologia, ha lavorato dal 1980 al 2015 al Servizio Prevenzione e Sicurezza Ambienti di Lavoro dell’Asl di Brescia, di cui è stato direttore, svolgendo attività di prevenzione e di vigilanza dei rischi in svariati settori lavorativi nonché di ricerca attiva di patologie da lavoro. Su questo argomento presso la Fondazione Archivio Micheletti di Brescia e la Società Nazionale Operatori Prevenzione ha curato il fondo «Malattie da lavoro in provincia di Brescia: 1983-2021». Dal 1987 si è anche occupato del rischio amianto e delle malattie asbesto-correlate. È stato responsabile del Registro Mesoteliomi Maligni della Provincia di Brescia, collaboratore del Registro Nazionale Mesoteliomi e animatore di Seminari e Convegni sul mesotelioma maligno. È autore di numerose pubblicazioni scientifiche, (…), tra cui il libro «Morire di amianto: un dramma prevedibile, una tragedia prevenibile» (Marco Serra Tarantola Ed, 2019). Dal 1993 al 2024, consulente tecnico di pubblici ministeri e perito di giudici in numerosi processi penali su patologie da amianto. Tra questi, per 10 anni consulente della Procura di Gorizia nel maxi processo Fincantieri di Monfalcone. Consulente Tecnico delle parti offese nel processo Marina Militare 2, per Afeva Sardegna, e nel processo Eternit bis, per Afeva Casale. Per Afeva di Casale, è stato perito medico legale nel processo Eternit Bis.