LA RECENSIONE
del SABATO

«L’oro degli dei» autore Marco Buticchi edito da Longanesi -2023- pp.490.
In una frase: un romanzo pieno di Mar Mediterraneo e di avventure.
L’AUTORE

Marco Buticchi è nato a La Spezia nel 1957, ha scritto numerosi romanzi di azione e avventura ambientati in varie epoche storiche, nostri tempi compresi; i suoi personaggi ricorrenti sono Oswald Breil, già Premier dello Stato di Israele e ancor prima capo del Mossad e sua moglie, l’archeologa italiana Sara Terracini. In questa rubrica ho già commentato uno dei molti romanzi di Buticchi, «La luce dell’impero».
Il tema di «L’oro degli dei» è per l’appunto l’oro: «è un metallo magico: sa accendere la cupidigia nel peggiore degli uomini, la generosità di chi vive onestamente… e la vendetta degli dei». (p. 489).
FIDIA – NAPOLEONE – SAN NICOLO’
Anche questa volta lo scrittore spezzino ha adottato una struttura narrativa articolata su tre piani storici diversi, lungo i quali si sviluppano vicende autonome e collegate nei secoli da un filo conduttore, in questo caso brillante e di valore piuttosto cospicuo (ai prezzi di oggi: tra i 75 e gli 80 milioni di Euro).
Atene, V secolo a.C.: il famoso scultore Fidia ha terminato una gigantesca statua in oro e avorio dedicata ad Atena, la dea protettrice della città. Sono stati impiegati ben 1137 chilogrammi di oro per rendere adeguato omaggio alla divinità. Pericle, il generale al comando della polis da oltre un ventennio, ha convinto Fidia a nascondere una parte dell’oro, sostituendolo con del piombo, ricoperto da una sottile sfoglia di metallo prezioso, insomma: quello che luccica è oro, ma appena al di sotto…
Lo scopo di questo artificio è di costituire una riserva aurea a disposizione degli ateniesi in vista dei tempi difficili che Pericle preconizza a causa della mai sopita rivalità con la città di Sparta. Lo scultore è riuscito a risparmiare e nascondere più della metà dell’oro acquistato per erigere l’enorme statua, ma lo stratagemma, viene scoperto e Fidia, rifiutandosi di rivelare il segreto per non coinvolgere il comandante Pericle, sarà imprigionato e morirà in carcere.
Atene, albori del 1800, la Grecia fa parte dei domini dell’Impero Ottomano; una spedizione inglese guidata da lord Elgin, con il pretesto ufficiale di eseguire fedeli disegni dei monumenti si prepara in realtà a prelevare e a trasportare in Inghilterra una notevole quantità di marmi del Partenone, il tempio dedicato ad Atena. Gli inglesi hanno fretta di caricare la loro nave e partire: temono che qualche spia francese li sorvegli. Napoleone Bonaparte, in continua ascesa, attribuiva infatti moltissima importanza ai tesori artistici di un paese, e aveva organizzato una fitta rette di sorveglianza per essere tenuto informato su iniziative «concorrenziali» di altre potenze, in modo particolare l’Inghilterra. Inglesi e Francesi si muovono tuttavia senza sapere che sta per intervenire un indesiderabile e potentissimo terzo incomodo.
Mare Mediterraneo, settembre 2025, a bordo del loro panfilo Williamsburg, Oswald Breil e Sara Terracini stanno valutando rotte per una piacevole crociera, ma una comunicazione da parte del Centro per la tutela e salvaguardia dell’arte di Roma, induce Sara a chiedere al marito di dirigersi verso la Grecia, isola di San Nicolò: «qualcosa mi dice che potremmo partecipare a una nuova caccia al tesoro».
FINALE
Le vicende collocate da Buticchi nel passato sono, come sempre, sorrette da un robusto e coerente contesto storico, nel quale lo scrittore inscrive le sue ipotesi frutto di fantasia, che non sono solo avvincenti dal punto di vista letterario, ma anche verosimili sotto un profilo puramente storico. Lo scrittore propone infatti curiose e talvolta divertenti soluzioni di enigmi che per gli studiosi restano tali, almeno con le conoscenze di oggi.
Da lettore di Marco Buticchi, rilevo che la chiusura «futuristica» nel 2025 del romanzo (pubblicato nel 2023) sia un tantino scontata, forse non del tutto, ma siamo lì. Ciò non compromette il giudizio generale sul romanzo, che resta ampiamente positivo, piuttosto alimenta la nostalgia per quelle storie in cui il ruolo di Oswald Breil e Sara Terracini non è ristretto a quello di comparse o meglio, in questo caso, di dei ex machina.
Ciao lo avevo già letto con piacere e soddisfazione! Butticchi è uno dei miei autori preferiti! Condivido perciò le vostre riflessioni! Un caro saluto gaetano