Ho visto, ho ascoltato, ho letto, ho… Oh, basta!

“Un giorno, la paura bussò alla porta. Il coraggio andò ad aprire
e non trovò nessuno”
(Martin Luther King. Premio Nobel per la pace, 1964)

Ho aperto giornali pieni di morte, di polemiche, di gossip e non ho trovato neppure un titolo di amore e di speranza
Ho ascoltato proteste e protervia contro le fonti che hanno divulgato fatti nefandi senza nessuno che si scandalizzasse per le nefandezze stesse
Ho visto twittare l’annuncio di nozze prima di aver informato la sposa
Ho visto ragazzi sfatti e svaporati farsi il selfie da postare su Fb
Ho visto uomini e donne spaventati e sopraffatti dall’idiozia di una fibra invisibile e letale. Ho visto il mio amico innocente, intrappolato da agguerriti eserciti di globuli e piastrine in lotta tra di loro
Ho visto integralisti vegetariani comprare filetto di carne per il gatto
Ho ascoltato insulti incrociati e giudizi lapidari su tragedie e scandali animare conversazioni da salotto chiamate talk show
Ho visto premurosi genitori ai bordi di un campetto incitare i propri figli alla falcidia dei bambini avversari
Ho visto la sciatteria spacciata per semplicità
Ho sentito inneggiare alla pistola sul comodino “per motivi di sicurezza” e “per difendere la famiglia”
Ho visto i fiumi ribellarsi a canali e argini costruiti come corsetti
Ho visto lasciare i cani senza guinzaglio “tanto non fa niente” e vietare al cane al guinzaglio di salire sul pullman a fianco della ragazza cieca
Ho visto amori annoiarsi, mentirsi, infrangersi, violentarsi. Ho visto uomini e donne tradire i partner “ma solo” in chat
Ho ascoltato uomini pronunciare infiniti sinonimi di puttana. E donne sciorinare un ugual numero infinito di sinonimi di figlio di puttana
Ho visto i supermercati attribuirsi il merito di aver “creato” il Natale, anticipando anche di due mesi l’ormai vetusto (?) calendario
Ho visto persone ingrugnite e cupe che, però, ridono guardando “in faccia” un telefonino. Ho visto metrò e treni e ristoranti affollati di occhi inchiodati al telefonino. Ho sentito voci registrate rispondere al telefono e dare… i numeri a chi chiede informazioni
Ho visto assassini vestiti da filantropi
Ho visto rispondere all’odio con la vendetta imbellettata da giustizia. Ho sentito pianificare una guerra per bloccare un’altra guerra. Ho percepito l’ansia di violenza e annientamento sopravanzare sulla gioia della convivenza e della pace. Ho visto imporre la democrazia con cannoni e carrarmati
Ho sentito un’anoressica falce di luna criticare la paffuta luna piena. E la pingue luna piena compatire l’esile falce di luna. Ho visto i bruni denigrare i biondi, ho visto i biondi calunniare i bruni, ho visto i giganti sparare ai nani, ho visto i nani violentare i giganti
Ho visto uno scivolare su una merda e prendersela con il sindaco
Ho visto franchi tiratori e fuoco amico
Ho sentito giovani prendersela con i sessantenni perché non vanno in pensione lasciando loro la possibilità di uno stipendio e ho visto sessantenni che vorrebbero, ma non possono, andare in pensione. Ho visto ultrasessantenni spartire la propria pensione con i giovani senza stipendio. E ho visto non più giovani e non ancora sessantenni senza lavoro, senza stipendio, senza pensione e senza speranza
Ho visto soffocare gemme innovative sotto un reticolo di gramigna ostile, diffidente, contrariata… a prescindere: “chissà”, “forse però”, “ma se poi”, “si è sempre fatto così”, “è un problema”, “meglio di no”…
Ho ascoltato integerrimi sostenitori della vita denigrare e odiare a morte chi ha deciso intimamente altri modi e tempi di nascere e di morire
Ho visto morire senza la lievità di una carezza d’amore, sotto il bombardamento di una gragnola di recriminazioni
Ho visto svendere la dignità in cambio di immagine, potere e shopping
Ho visto ragazzi con la barba guardati con sospetto e donne con il velo osservate con diffidenza. Ho visto sbarrare le porte e il cuore, e sbrodolare anatemi mondiali sui social network
Ho sentito prefigurare catastrofi e rifugiarsi nel guscio in cui si “stava meglio quando si stava peggio”
Ho visto esaltare gli eroi di un giorno e lasciare all’angolo gli eroi della quotidianità. Ho visto celebrare il figliuol prodigo e non l’ancella devota
Ho ascoltato opinion leader sparare ovvietà a pagamento
Ho sentito professori sacrificare l’identità del presepio in nome di una vantata laicità, degradata e svuotata del suo autentico valore
Ho ascoltato buoni propositi pronunciati con retorica convinzione ad affollati e struggenti funerali
Ho saputo di uomini di Dio che sniffano l’elemosina della vedova. Ho visto politici, religiosi, sindacalisti, banchieri, imprenditori, funzionari, uomini di legge inquisiti per falso, corruzione, truffa, peculato, per (*). Ho ascoltato politici, religiosi, sindacalisti, banchieri, imprenditori, funzionari, uomini di legge inquisiti per falso, corruzione, truffa, peculato, per (*), dichiarare che tutto è avvenuto a loro insaputa. E ho visto persone indagate per (*), che alla fine non era vero niente
Ho sentito rimproverare il Papa perché è andato in Africa. Ho sentito rimproverare il Papa perché telefona alla gente comune. Ho sentito rimproverare Francesco perché si fa i fatti della gente comune
Ho sentito definire “maschia” la forza, la guerra, l’aggressività. E “femminea” la dolcezza, la voce dialogante, l’indulgenza
Ho ascoltato uomini e donne sguazzare nel lacrimoso stagno della crisi senza orizzonti e seppellire, in sconsolate previsioni avvalorate da garbugli di numeri, ogni genuino anelito di rinascita, speranza, fiducia, di coraggiosa creatività e geniale fantasia
Basta! Basta sangue che non sia per essere donato. Basta parole che non siano fondate. Basta promesse che non siano mantenute. Basta mezze verità che sono bugie. Basta lacrime che “spuzzano” di cipolla. Basta defilè di vanagloria. Basta carriere di amici, nipoti e figli di. Basta bombe in luogo di colombe. Basta chiacchiere, lugubri presagi e comodi ripari dietro l’alibi dei tempi infausti della crisi e della transizione.
Oh, basta! Mi prende la paura di aver paura.
E, allora, per non aver paura, proverò a seminare le zinnie e pianterò le more giganti, salverò la pianta che non dà frutto perché un giorno lo farà; coltiverò un sogno e farò un progetto adatto alla mia forza di realizzarlo; tinteggerò i muri di colore e sorriderò per distendere le rughe del cuore. Ti convincerò e mi lascerò convincere. Ti stringerò e camminerò con te. Lavorerò fin dove posso e mi riposerò con indulgenza. Imparerò a dire di no per non soccombere. E poi… poi, per non aver paura, penserò e scriverò di dolore e di speranza, di sofferenza e di cura, di fatica e di condivisione.
Per non aver paura, parlerò d’Amore.
Silvana

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