Recensione su Il Piccolo, 26.11.2010

ENRICO SOZZETTI

La vastità del dramma dell’amianto, delle morti per mesotelioma, di una ferita lacerante destinata a sanguinare ancora per anni è in quel “peduncolo bianchiccio”. In quella “virgola sbilenca incisa nella massa scura”. Sono le prime parole, a pagina 14, del capitolo di apertura ‘Il sospetto’. Il finale, che fine non è, a pagina 42. In mezzo, la storia di Angela, il sospetto del mesotelioma, quel versamento pleurico che a Casale Monferrato significa solo la condanna. La protagonista è Angela, ma si può chiamare anche Enza, Piercarlo, Mauro, Franco, Paolo, Piero, Gabriella, Luisa. Sono alcune delle storie vere raccolte da Silvana Mossano, giornalista di Casale (città al di fuori della quale «non ha mai pensato di stare »), che nel libro “Malapolvere – Una città si ribella ai ‘signori’ dell’amianto” ha scelto tre modi differenti di raccontare trent’anni di azienda, sviluppo economico e malattie professionali. Ma forse basterebbe il racconto iniziale. Perché procedendo nella lettura, dal momento della scoperta del versamento pleurico in avanti, si viene attanagliati dalle stesse «unghie appuntite e gelide che si conficcano a raggiera nella fronte e nella nuca» della protagonista. La terza parte del volume è la cronaca del rapporto, nei decenni, fra l’Eternit e Casale. Tutto il volume di 192 pagine è permeato da una fortissima tensione emotiva, ma un libro così mancava? Silvana Mossano, da cronista, risponde ricorrendo a due parole che valgono l’intero “Malapolvere”: è troppo poco “non dimenticare”, è molto di più “volere ricordare”. Il volume, in libreria da oggi, verrà presentato il 10 dicembre, alle 21, al Circolo Ricreativo Comunale Casalese in via Visconti 2 (per i casalesi è l’ex Dopolavoro Eternit).

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *