Serata amianto a Teatro (30.4.10 La Stampa)

FRANCA NEBBIA

CASALE MONFERRATO

Prima Ottavia Piccolo in dialogo ipotetico con il sindaco di una citta’ francese, «La citta’ che cresce» di Massimiliano Quirico, dove le morti bianche si contano a migliaia, poi le testimonianze dei casalesi, vittime, familiari dei morti d’amianto, ex lavoratori e sindacalisti che la lotta contro la «polvere» la conducono da anni nell’«Indistruttibile» di Michele Citoni. E’ iniziata con le immagini di questi due documentari, l’altra sera al Municipale gremito, la celebrazione della quinta Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, organizzata dall’Associazione familiari delle vittime, dalla francese Andeva (raggruppa 60 associazioni), dal sindacato svizzero Unia e da Cgil,Cisl e Uil. Ecco dunque i volti noti dell’operaio Nicola Pondrano, entrato all’ETERNIT per sentirsi chiedere se «era andato la’ a morire», quello di Giovanna Patrucco, figlia della panettiera che vendeva pane agli operai ETERNIT, morta lei stessa di mesotelioma, di Bruno Pesce, «il sindacalista», a raccontare la storia delle lotte in fabbrica, e della compianta Anna Giovanola Scaiola, trent’anni all’ETERNIT. Toccante il suo ricordo sulla fabbrica dove i lavoratori piu’ combattivi venivano relegati in reparti punitivi. Anna e’ morta l’anno scorso. L’attenzione si e’ focalizzata su Casale, per il processo che si sta svolgendo a Torino contro la multinazionale ETERNIT. Romana Blasotti Pavesi, commossa, ha guardato ai giovani presenti in teatro come ai futuri «soldati» che combatteranno l’amianto e ha ringraziato tutti, in cuor suo anche gli insegnanti che hanno gettato un seme nel cuore dei ragazzi. Poi le presenze istituzionali, il sindaco Giorgio Demezzi, il presidente della Provincia Paolo Filippi, il direttore dell’Asl-Al, Giampaolo Zanetta a esprimere solidarieta’ e aiuto a chi lotta. Infine la tavola rotonda condotta da SILVANA MOSSANO, giornalista de La Stampa, che ha individuato quattro filoni di intervento: bonifica, giustizia, aspetti previdenziali, ricerca. Le domande a Bruno Pesce, Nicola Pondrano, Luigi Ferrando, Alessio Ferraris, Claudio Lurato (per la Svizzera), Alan Bobbio (per la Francia). Se per la giustizia si parla di «sfregio alla citta’» che deve essere risarcito non solo in termini economici, se si propone di rivedere la legge del 2007 che limita i benefici per gli esposti all’amianto escludendo i cittadini, e’ alla Francia, con il suo fondo nazionale per le vittime, che si guarda con speranza. Ma e’ sulla ricerca che l’appello si e’ fatto piu’ pressante, con l’invito a trovare una cura risolutiva per il mesotelioma. La chiusura le parole commoventi della poesia «La collina delle donne» dell’oncologa Daniela Degiovanni, che Romana Blasotti Pavesi aveva gia’ letto al pomeriggio davanti all’ex ETERNIT.

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