Elogio di Legambiente (28.4.10 La Stampa)

CENSIMENTO DELLE BONIFICHE DI AMIANTO

SILVANA MOSSANO

CASALE MONFERRATO

Legambiente, in un dossier divulgato ieri alla vigilia della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto», da’ un bel voto al Piemonte in tema di bonifiche che, cosi’ come la Lombardia, ha predisposto un censimento accurato, specialmente nell’area di una cinquantina di Comuni che ha come capofila Casale, inserita nel programma nazionale di bonifica del ministero dell’Ambiente. Non altrettanto attenti nelle altre regioni d’Italia. Complessivamente, secondo le stime del Cnr e dell’Ispesl, sul territorio nazionale giacciono 32 milioni di tonnellate di onduline di amianto da rimuovere, collocate in circa cinquantamila edifici pubblici e privati. Essere in cima alla graduatoria di chi ha fatto di piu’ e meglio nelle bonifiche rincuora: si e’ sulla strada giusta. Ma non c’e’ da gongolarsi. Casale e il suo intorno hanno ancora un bel po’ di amianto da tirar via. Soprattutto quello nascosto, a volte non si sa neppure che lo si ha in casa: sotto lo strato superficiale del cortile, nel sottotetto, nel vialetto del giardino, a delimitare le aiuole. Era stato usato nel sagrato della chiesa di Odalengo, come e’ emerso lunedi’ al processo ETERNIT a Torino, e fu impiegato per fare tacconi e riempimenti nei campetti di pallone, ne ha fatto cenno il pm Raffaele Guariniello. Ma fa male anche quello visibile e che talora si fa finta di non vedere, «tanto – e’ l’alibi – non si sbriciola e quindi non nuoce». Fa male, invece, fa male eccome. Lo stesso dossier di Legambiente riassume altre cifre inquietanti: 9000 casi di mesotelioma riscontati fino al 2004 secondo il Registro Nazionale, di cui 1963 casi in Piemonte. Purtroppo, molti sono nel Casalese, con altre punte a Cavagnolo e Balangero. E dal 2004 a oggi la striscia di lutti continua. L’amianto fa male. Non c’e’ storia. Non c’e’ piu’ spazio per nessun atteggiamento superficiale. Chi lo fa e’ in malafede. Basta ascoltare le deposizioni, sotto giuramento, al processo che si svolge a Torino. Molte delle persone citate dai testimoni se l’e’ inghiottite la «puvri». E, allora, non si capisce come, proprio a Casale e dintorni, ci sia ancora chi ha la leggerezza di abbandonare scarti di cemento amianto, pezzi rotti di tubi o onduline, mollati nei posti piu’ impensati. Ci sono dei volontari, come Giorgio Nebbia e Federico Cappello, che li vanno a cercare e, purtroppo, li trovano, Proprio ieri, Nebbia segnalava nuovi inquietanti ritrovamenti. Fotografano e segnalano all’autorita’ pubblica, ma intanto quante fibre si sono gia’ diffuse e quante persone hanno intercettato?

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