Le donne in rap

 

 

Le donne si addormentano posate sul tuo cuore

perché tu ti convinca del loro grande amore.

Le donne si accontentano di una passeggiata

di un fiore sul cuscino, di una telefonata.

 

Le donne si rassegnano ai tuoi sbalzi di umore

se perde malamente la tua squadra del cuore.

Le donne ti fan credere di credere a ogni storia

che tu vuoi dare a bere, eroe di poca gloria.

 

Le donne sono stanche e hanno il mal di testa

se anche solo un attimo le hai perse di vista.

Le donne si mettono i bigodini di sera

perché non han più il gusto di una carezza vera.

 

Le donne le puoi perdere per un tradimento

perché le lasci sole, perché non sei attento,

perché ci preferisci il gioco del pallone

o ti fai imbambolare dalla televisione.

 

Le donne chiedon solo di starti nella testa

di avere i tuoi pensieri, i tuoi sogni. E basta.

Di non essere al fondo di un elenco infinito

di cose che hai da fare e che ti han già esaurito.

 

Le donne non si buttano come un mocio bagnato

in un giorno di pioggia, perché sei impegnato,

perché non reggi il ritmo, perché sei in tensione

e proponi un’ipocrita pausa di riflessione.

 

Le donne fanno a meno di un vestito, un gioiello

se tu li posi in cima a un grande piedestallo,

le fai sentir regine delle tue giornate

le fai ridere, commuovere, le fai sentire amate.

 

Le donne non si ingannano

È una malignità.

Le donne non si insultano

E’ una volgarità

Le donne non si umiliano

È una malvagità.

 

“Le donne si colpiscono soltanto con la rosa”.

 

Ma c’è davvero l’uomo che ha detto questa cosa?

2 thoughts on “Le donne in rap

  1. STUIPENDA QUESTA POESIA….. IN QUESTO MOMENTO DELLA MIA GIORNATA TRISTE E CUPA è UNA BREZZA DIVENTO……
    COMPLIMENTI

  2. Buongiorno, Silvana Mossano!
    Sono giunta a questa pagina partendo da Google con il libro IL CORTILE. Nella mia infinita ignoranza non l’avevo mai incontrata prima. Il libro mi stuzzica perchè mi porta profumi e immagini della mia infanzia. Sono monferrina di Refrancore trapiantata a Torino, nata nel 1952 e dilettante scrittrice e poetessa per gioco. E per giocare un racconto d’infanzia stavo pensando alla vita dei cortili, oggi zone tabù per i bambini delle città, ma che sono stati scuola di vita e di gioco in anni passati.
    Non vedo l’ora di leggere il suo libro. Grazie e complimenti.
    Rossana Aletto

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