Comincia il processo Eternit: 10 dicembre 2009

 SILVANA MOSSANO 

Pubblicato su La stampa, 10.12.2009

L’attesa del processo ETERNIT che stamane si apre a Torino e’ stata lunghissima. Decenni, senza neppure osar nutrire la speranza che, un giorno, non solo i dirigenti di stabilimento, ma addirittura i padroni della societa’ ETERNIT, che tenevano le fila della multinazionale, potessero essere chiamati a rispondere di quello che il pool di pm torinesi guidati da Guariniello ha definito disastro ambientale doloso permanente. Finche’, nel 2004, l’indagine e’ partita e ha preso corpo con il maxiesposto di mille nomi portato dai casalesi, fino al rinvio a giudizio di questa estate. Ebbene, a fronte di quella lunga attesa, lo staff di legali di parte civile e’ deciso ora a mettere il massimo impegno perche’, adesso che si e’ impiantato, il processo finisca al piu’ presto. «Entro due anni» auspica l’avvocato Davide Petrini. L’ha detto fiducioso ma anche realista alla recente assemblea a Casale, il 1° dicembre scorso. «I giudici – spiega – si sono organizzati per procedere speditamente. Questa prima udienza servira’ per raccogliere la costituzione delle parti civili; per molti le presenteranno gli avvocati che hanno raccolto le procure speciali». Ma saranno parecchi a presentarsi personalmente, basti pensare che da piazza Castello, stamane alle 7, partono dieci pullman, piu’ di 500 casalesi, nella maggior parte malati o famigliari di persone decedute. Sempre oggi, sara’ fissato il calendario delle prossime udienze, a partire da gennaio: se ne prevede una o due alla settimana. Nelle prime, la difesa cerchera’ di scalzare il maggior numero di parti civili e di sollevare le cosiddette «questioni preliminari e pregiudiziali» (probabile venga chiesto nuovamente di spostare il processo altrove, oppure si contesti la mancanza di traduzione di tutti gli atti processuali nella lingua madre degli imputati). Replicheranno pubblici ministeri e patroni («per velocizzare, abbiamo concordato, durante tutto il processo, di dividerci gli interventi»); poi decidera’ il tribunale. Sara’ ancora il tribunale a stabilire quanti testimoni ammettere: i difensori di Stephan Schmidheiny e di Luis de Cartier hanno proposto un elenco di 500; infinitamente meno, nell’ordine di qualche decina, quelli indicati da procura e parti civili. E si iniziera’ ad ascoltare i racconti di malati e di famigliari di deceduti, oltre alle dichiarazioni dei consulenti in merito ad aspetti medici, legali e societari. I pm e le parti civili chiederanno di interrogare anche gli imputati, se si presenteranno in aula. Fino a ora non e’ avvenuto. Fortemente improbabile anche nella giornata di oggi.

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