Mesotelioma, un piano integrato d’attacco

SILVANA MOSSANO
CASALE MONFERRATO
Contro il nemico mesotelioma l’obbiettivo supremo è certamente la
 sconfitta definitiva che si chiama guarigione.  Ma, misurando la
 realtà con obbiettività e speranza insieme, è più concreto prevedere
 in «tempi medi» (lo ha detto con fiducioso ottimismo
 l’autorevolissimo ricercatore Carlo Maria Croce venerdì al
 Municipale, lo ribadisce con piena convinzione Guido Bottero,
 primario di Oncologia all’ospedale di Alessandria) un successo medico
 scientifico coincidente con terapie che consentano di «cronicizzare
 la patologia», ovvero nell’individuare una sequenza di «linee
 terapeutiche» che permettano una convivenza lunga con la malattia.
 Peraltro, avviene già con altre patologie; non è così forse con il
 diabete?Prefissato l’obbiettivo (su cui i ricercatori del mondo sono
 impegnati), alla popolazione casalese, che chiede le migliori
 risposte in loco per non aggiungere al dramma della prognosi funesta
 anche quello di una dolorosa e confusa peregrinazione, il direttore
 generale dell’Asl Al Gian Paolo Zanetta e il direttore sanitario
 Gianfranco Ghiazza sono pronti a dare delle risposte: dal momento
 della sintomatologia sospetta, alla diagnosi, alla terapia, alla
 degenza, alle eventuali cure palliative, all’hospice.

Hanno indicato
 l’obbiettivo e ai medici, di Alessandria e di Casale, hanno chiesto
 di realizzarlo.  Ieri la presentazione del piano (operativo da
 dicembre); la settimana prossima sarà illustrato anche al Comune e
 alle associazioni (Comitato Vertenza Amianto, Famigliari Vittime
 Amianto, Vitas).

I punti chiave. 1) Potenziamento strutturale:
 aggiunta di posti letto in Oncologia (due in degenza e 2 in day
 hospital, questi ultimi per i malati di mesotelioma), nuovi locali di
 attesa e nuova sede di Anatomopatologia istologica, sistemazione a
 regime dei servizi diagnostici (con la recente Rsm). 2) Attivazione
 di un Dipartimento interaziendale (tra Azienda ospedaliera di
 Alessandria e ospedale S.  Spirito) che consenta di integrare servizi,
 competenze, professionalità, apparecchiature diagnostiche. 3)
 Inserimento a Casale di tutti i trial sperimentali per il
 mesotelioma, che rappresentino il meglio a livello mondiale e
 informazioni (partendo da un giorno alla settiamana) ai cittadini. 4)
 Potenziamento assistenza psicologica ai pazienti. 5) Accompagnamento
 a domicilio nelle terapie avviate in degenza e incremento
 dell’assistenza in strutture come le Rsa.  Ezio Piccolini, primario di
 Pneumologia, ha confermato diagnosi rapide e fatte sulla base di una
 purtroppo lunga esperienza.  Mario Botta, primario di Oncologia, ha
 ribadito la disponibilità verso le cure sperimentali e ha illustrato
 quelle attualmente in corso.  Sul fronte psicologico, Alice Monti,
 dirigente di Psicologia, ha indicato tempi terapeutici privilegiati
 per i malati di tumore; è stato anche puntualizzato che l’intervento
 psicologico è rivolto a pazienti e a famigliari, ma anche ai medici
 (utile anche a quelli di famiglia e guardia medica) e al personale
 infermieristico, affinché il loro approccio sia il più adeguato
 possibile. 

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