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Lettera strampalata a Babbo Natale
nel linguaggio d’oggi
«Ma perché ca… spita parliamo così?» è un
racconto demenziale scritto sotto forma di lettera a
Babbo Natale. L’ho scritto divertendomi con rabbia.
Sì, mi sono divertita ad assemblare quei tremendi
«luoghi comuni» che mi fanno tanto arrabbiare e che,
uno in fila all’altro, sono diventati la sequenza
scontata e banale del più diffuso linguaggio
contemporaneo. Ce ne riempiamo la bocca, sembra
perfino che, mettendo insieme queste ovvietà,
pensiamo di fare discorsi intelligenti. Li ho ascoltati
nei bar, nei negozi, nella sala d’aspetto del medico, li
ho letti sui giornali, li ho sentiti in tivù e, ahimé, li ho
anche pronunciati alcuni di questi luoghi comuni. Mi
sono comunque divertita ad annotarli, ho stuzzicato
altri che me ne suggerissero. Poi ho provato a farne un
concentrato tirandoci fuori una storiella non-sense. E
alla fine mi sono domandata: «Ma perché ca… spita
parliamo così?», per frasi fatte pronunciate in
fotocopia, incastonate in modo complicato ed
esagerato, tutti in modo uguale come se vedessimo la
stessa cosa e provassimo identiche emozioni senza
sfumature originali?
Ecco che cosa ne è venuto fuori.
[S. M.]
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dicembre 31st, 2008 at 15:25
Come già detto mi è piaciuto
ho iniziato a visitare il tuo sito
non male