Silvana Mossano

Lettera strampalata a Babbo Natale

nel linguaggio d’oggi

 

«Ma perché ca… spita parliamo così?» è un

racconto demenziale scritto sotto forma di lettera a

Babbo Natale. L’ho scritto divertendomi con rabbia.

Sì, mi sono divertita ad assemblare quei tremendi

«luoghi comuni» che mi fanno tanto arrabbiare e che,

uno in fila all’altro, sono diventati la sequenza

scontata e banale del più diffuso linguaggio

contemporaneo. Ce ne riempiamo la bocca, sembra

perfino che, mettendo insieme queste ovvietà,

pensiamo di fare discorsi intelligenti. Li ho ascoltati

nei bar, nei negozi, nella sala d’aspetto del medico, li

ho letti sui giornali, li ho sentiti in tivù e, ahimé, li ho

anche pronunciati alcuni di questi luoghi comuni. Mi

sono comunque divertita ad annotarli, ho stuzzicato

altri che me ne suggerissero. Poi ho provato a farne un

concentrato tirandoci fuori una storiella non-sense. E

alla fine mi sono domandata: «Ma perché ca… spita

parliamo così?», per frasi fatte pronunciate in

fotocopia, incastonate in modo complicato ed

esagerato, tutti in modo uguale come se vedessimo la

stessa cosa e provassimo identiche emozioni senza

sfumature originali?

Ecco che cosa ne è venuto fuori.

[S. M.]

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One Response to “Ma perché ca…spita parliamo così?”


  1. Edgardo Says:

    Come già detto mi è piaciuto
    ho iniziato a visitare il tuo sito
    non male



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