Silvana Mossano

 
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CASALE MONFERRATO
Si amplia la «multinazionale delle vittime dell’amianto» che si contrappone alla «multinazionale dei produttori» alcuni dei quali, il belga Louis de Cartier e lo svizzero Stephan Schmidheiny, sono imputati di disastro doloso permanente nel processo Eternit che si svolge a Torino.
L’iniziativa giudiziaria piemontese è guardata con attenzione da più Stati, alcuni dei quali (la Francia ad esempio, ma anche il Brasile e altri) attendono l’esito dell’esempio italiano per procedere a propria volta. E, adesso, si mobilita pure la Spagna: oggi e domani Bruno Pesce, portavoce del Comitato casalese vertenza amianto, sarà a Siviglia invitato dalle Commissiones Obreras, forte sindacato storico, che organizza un convegno in cui, tra l’altro, sarà presentato il libro «La lana della salamandra», ora tradotto anche in spagnolo, che racconta la storia dell’amianto a Casale. Spiega Pesce: «Gli spagnoli cominciano a mobilitarsi. Ormai la “multinazionale delle vittime” si è messa in moto e si ramifica in tutto il mondo dove la fibra è stata impiegata». All’Eternit di Spagna ha lavorato qualche casalese, come l’esperto manutentore Paolo Bernardi (vittima del mal d’amianto) che, a fine Anni Settanta, fu mandato a rimettere in funzione un macchinario che si era bloccato.
Intanto, stamane a Torino prosegue la sfilata dei consulenti: ancora due per la Procura, che racconteranno la situazione negli stabilimenti di Bagnoli e Rubiera, dopo il resoconto di lunedì su Casale e Cavagnolo, poi i primi consulenti delle parti civili sugli aspetti di igiene ambientale nelle fabbriche Eternit italiane.
Intanto, si apprende che lo staff del pm Raffaele Guariniello intende ampliare l’attenzione sulla presenza Eternit in Italia aprendo a Torino un fascicolo relativo allo stabilimento di Siracusa che, per motivi procedurali, finora è rimasto fuori dal filone su cui è incentrato attualmente il processo torinese.

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