Silvana Mossano

NEL MIRINO ANCHE IL PM GUARINIELLO

ALBERTO GAINO

TORINO

Gli uomini di Stephan Schmidheiny monitoravano sin dagli Anni Novanta l’attività di Raffaele Guariniello, ben prima che il magistrato puntasse ad inquisire il vertice internazionale dell’Eternit, cioè lo stesso multimiliardario svizzero. I report dei collaboratori di Schmidheiny sono stati sequestrati presso una società milanese specializzata in «strategie della comunicazione».
Il suo titolare, Guido Bellodi, era il project leader della struttura di monitoraggio, che aveva per referenti, a Zurigo, la Schuermann & Partners e la Becon AG (una finanziaria di Schmidheiny). Bellodi coordinava le «informazioni strategiche», teneva i rapporti con i legali e con i «top media».


Al «consulente senior» Sergio Pisano facevano capo l’«Osservatorio Torino» e le informazioni sui «media locali». La struttura contava su un’organizzazione anche negli altri centri sedi di stabilimenti Eternit. A Casale Monferrato poteva far affidamento su Maria Cristina Bruno, commercialista e giornalista free lance, infiltratasi nell’Associazione familiari della vittime dell’amianto che spiava per conto di Bellodi.

Ma è a Torino, in particolare dal 2003, che si punta un grosso «faro sulla procura», decidendo di assumere un’«antenna». In un rapporto così si definiscono gli «incaricati» selezionati – «due, e non uno, per maggiore sicurezza» – fra i «quattro potenziali candidati». Risalgono a quel periodo i primi importanti sviluppi dell’indagine prodromica al maxiprocesso contro l’Eternit in corso a Torino. A «Zurigo» viene inviata una dettagliata relazione: «Il pm Raffaele Guariniello (un nemico storico dell’amianto e di ogni altra questione riguardante la salute nell’ambiente di lavoro) ha aperto una nuova inchiesta su 13 operai italiani che hanno lavorato nelle fabbriche di Niederurner e sono morti di mesotelioma dopo il ritorno in Italia».
Si legge nel report: «Per la prima volta, a causa di questa inchiesta, il gruppo Swiss Eternit Group e il nome dell’azionista finale sono stati citati dalla stampa italiana. Seguendo quanto vi è stato riportato, “circa 10 persone” sono indagate mai gli unici nomi svelati sono quelli di THS e STS». Si tratta dei fratelli Schmidheiny: Thomas e Stephan. E poi: «In un recente articolo giornalistico (vedere La Stampa, 20 giugno 2004) il Sig. Guariniello ha reso nota la propria intenzione di costituire un maxiprocesso, considerando tutte le strutture e gli stabilimenti Eternit come un’unica entità, comprendendo anche quello di Napoli.
Fra i successivi documenti sequestrati vi è una «bozza» sulle «tattiche di comunicazioni in Italia». Vi si riassumono le «attuali minacce in Italia». Al primo posto c’è l’opzione che «RG» (Raffaele Guariniello «abbreviato» dall’autore) inizi un maxiprocesso riunendo stabilimenti svizzeri e italiani, compreso quello di Napoli. Davvero un’ossessione, e si spiega subito dopo perché: «Là il rischio potenziale per il numero di lavoratori coinvolti è enorme». In altra relazione lo si definirà un «caso dormiente».
Il «redattore» suggerisce due strategie. «La prima consiste semplicemente nell’affrontare i processi quando avranno luogo, con un forte team legale e un altrettanto forte supporto a livello di comunicazione. Il risultato finale non può essere ottimistico, ma a causa della lentezza della giustizia italiana passeranno molti anni prima della sentenza definitiva».
Guardando al passato, gli strateghi della comunicazione osservano: «Per i precedenti processi italiani sui media non vi è mai stato alcun riferimento ai manager svizzeri e agli azionisti finali…. L’interesse per l’amianto è diminuito negli anni (storia vecchia, settore messo al bando, nessuna notizia nuova); attenzione per l’Eternit limitata alle cronache dei processi locali». Si spende ottimismo: «Ci si può ragionevolmente aspettare che l’interesse della stampa diminuirà (e cesserà) dopo un breve periodo di tempo…».
«Oggi – avverte un’altra nota – c’è una situazione completamente diversa». Perché «esiste una società svizzera Eternit, ancora attiva e ricca, collegata o collegabile alle società Eternit italiane. Una potente multinazionale è, o è stata, azionista di questa società; gli azionisti finali sono due fratelli, miliardari….». «Scenario a breve termine»: si è alla vigilia della formalizzazione dell’atto di accusa contro Stephan Schmidheiny e il barone belga de Cartier per disastro doloso. Il redattore rassicura: «Dovremmo essere avvisati praticamente in tempo reale dall’antenna di Torino». La preoccupazione è per come sarà data la notizia dai media. La vera ossessione. Insieme a «RG».
Già nel 1994 lo era. Informa il verbale di una riunione svoltasi a Zurigo, presenti Bellodi e Gero Büttiker, braccio destro di Stephan Schmidheiny: «Non è chiaro se il Sig. Guariniello ha informazioni molti forti e dettagliate o no. Ha dato la sensazione di non essere informato, ma alcuni sono convinti che questo non è vero e che lui vuole tenere nascoste le sue informazioni».


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