Silvana Mossano

Articolo di gennaio, 2010

SILVANA MOSSANO

CASALE MONFERRATO

Pubblicato su La Stampa, 28,1,2010

Nella città che detiene la più luttuosa «amiant’s list» verrebbe da pensare che non ci sia più neppure un cittadino disposto a tollerare la presenza di un minimo frammento di eternit o di una minuscola particella di polverino. Non è così. Leggi il resto

Alberto Gaino

La Stampa Web 25.1.2010

Sembra un’eresia definirlo un processo transnazionale, ma quello per le 2889 vittime italiane dell’Eternit, per quanto si svolga a Torino di fronte a un collegio di giudici italiani e in base al nostro codice penale, è per molti aspetti un evento giudiziario cui guarda l’Europa del diritto e delle vittime dell’amianto. Lo confermano le stesse aspettative delle parti civili, come dimostra la citazione dell’Unione Europea quale responsabile civile proposta da un avvocato di Reggio Emilia, Ernesto D’Andrea, a nome delle vittime della lavorazione dell’amianto nello stabilimento Eternit di Rubiera (Reggio Emilia) il più piccolo di quelli italiani. Per il legale «la direttiva comunitaria 477/83 sulla pericolosità del minerale per la salute e sulla necessità di bandirlo dalla produzione industriale è stata tardiva rispetto alle conoscenze scientifiche che risalgono ai primi anni del Novecento». Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

Pubblicato su La Stampa 26.1.2010

«Negli anni Settanta era convinzione consolidata che l’amianto potesse essere lavorato con adeguate cautele. La condotta dell’Eternit è stata in linea con le indicazioni dell’epoca». È sufficiente questa breve dichiarazione dell’avvocato Astolfo Di Amato, rilasciata ieri in una pausa del processo Eternit a Torino, per intuire la linea difensiva nel procedimento contro Stephan Schmidheiny e Louis de Cartier, imputati di disastro doloso: a dire, cioè, che hanno fatto quel che veniva richiesto in base alle conoscenze scientifiche dell’epoca sugli effetti nocivi dell’amianto. Il legale di Schmidheiny ha anche detto che «la società spese l’enorme cifra di 72 miliardi di lire per opere a tutela dei lavoratori dei 4 stabilimenti italiani».

La lunga lista nera di malattie e morti dimostra che quegli «accorgimenti» non bastarono affatto: né per i lavoratori né per i cittadini. Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

CASALE MONFERRATO

Pubblicato su La Stampa 22.12.2009

E’ fatta: anche la palazzina ETERNIT, che fu adibita a uffici, sara’ bonificata. Pochi giorni fa avevamo rinnovato l’appello: togliere di mezzo quel baluardo dell’amianto, in via Oggero, rimasto intatto, nella sua pericolosita’, quasi a beffare l’impegno imponente che ha assorbito anni, risorse, innovazioni tecniche, profusi per neutralizzare l’intero blocco dell’ex stabilimento ora ridotto a «spianata». Bene: la soluzione c’e’ e la bonifica della palazzina si fara’ in primavera. Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

Pubbicato su La Stampa 15.12.2009

La palazzina ETERNIT in via Oggero va abbattuta. Non si puo’ continuare a lasciare quel dente cariato all’interno di una chiostra che ha richiesto tempo, denaro pubblico e determinazione per essere bonificata e curata. Venerdi’ sera, la troupe della Rai ha sfidato l’amianto insieme a tutti i casalesi che hanno raccolto l’invito a superare il cancello, passando sotto l’androne di vecchie onduline e sostando, per oltre un’ora, nel cortile non ancora bonificato, per testimoniare e denunciare, in diretta al programma «Mi manda Raitre> >, un dramma ancora in corso. Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

Pubblicato su La Stampa

Il Ronzone, quartiere simbolo dell’Eternit, è diventato ora il quartiere pilota della bonifica dell’amianto: si è bonificato l’ex stabilimento dove l’amianto è stato lavorato per 80 anni, si è bonificata la vicina area dell’ex Piemontese e sopra ci si costruisce addirittura una scuola, segno del desiderio di voltare definitivamente pagina. Ma un angolo è rimasto fuori da ogni progetto di bonifica: quello del Circolo Enal Lavoratori Ronzonesi, un po’ più di 500 metri quadrati di tetti d’eternit che hanno oltre 60 anni. Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

PUBBLICATO su La stampa 10.12.2009

Comincia oggi a Torino il processo ETERNIT. Che cos’e’ l’ETERNIT? E’ la societa’ che produce manufatti realizzati con un impasto di cemento e amianto. L’amianto (o asbesto) e’ un minerale, che e’ stato largamente impiegato nei decenni scorsi perche’ molto resistente al fuoco e al calore (gli antichi, proprio per questo, lo chiamavano «lana di salamandra»), oltre che fonoassorbente e buon isolante elettrico. Ci sono vari tipi di amianto e tutti si presentano sotto forma di fibre allungate. Il materiale ottenuto – usato in larga parte come coperture di tetti e tubazioni – viene chiamato comunemente «ETERNIT» proprio dal nome dell’azienda produttrice. Leggi il resto

 SILVANA MOSSANO 

Pubblicato su La stampa, 10.12.2009

L’attesa del processo ETERNIT che stamane si apre a Torino e’ stata lunghissima. Decenni, senza neppure osar nutrire la speranza che, un giorno, non solo i dirigenti di stabilimento, ma addirittura i padroni della societa’ ETERNIT, che tenevano le fila della multinazionale, potessero essere chiamati a rispondere di quello che il pool di pm torinesi guidati da Guariniello ha definito disastro ambientale doloso permanente. Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

pubblicato su La Stampa, 9.12.2009

Non sara’ un’udienza «normale» quella con cui domani si aprira’ il processo ETERNIT a Torino. I giudici avranno di fronte, direttamente o nelle aule attigue collegate in videoconferenza, migliaia di persone, tra pm, avvocati e soprattutto centinaia di parti civili. Un affollamento senza precedenti per il piu’ imponente processo penale che mai si sia celebrato per un disastro ambientale causato da inquinamento industriale. Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

(pubblicato su LA STAMPA8.12.2009)

Adesso che il caso ETERNIT e’ diventato un evento mediatico, con tv internazionali persino giapponesi, e’ facile scegliere da che parte stare. Dalla parte delle vittime dell’amianto, ovviamente. Ma l’apertura, giovedi’ a Torino, del piu’ grande processo mai avviato per disastro ambientale causato dal lavoro, ha alle spalle 30 anni di battaglie condotte spesso piu’ con la determinazione che col consenso, e con la sensazione di essere soli con le uniche armi della caparbieta’ e della presunzione di stare nel giusto. Primi anni Ottanta. Leggi il resto