Silvana Mossano

Articolo di dicembre, 2009

NOTA: PER LEGGERE ALTRI RICORDI CLICCA SU ”LEGGI I COMMENTI”; SE VUOI AGGIUNGERE I TUOI RICORDI  VAI AL FONDO E SCRIVI QUEL CHE VUOI DENTRO AL RIQUADRO, POI CLICCA “INVIA”. I TUOI RICORDI COMPARIRANNO IN “LEGGI I COMMENTI” NEL GIRO DI POCO TEMPO.

  

Mi ricordo che, nella casa dove abitavo da piccola, le quattro camere da letto comunicanti erano scaldate con una sola stufa a carbone. Mi ricordo che mia mamma ci rovesciava dentro tante uova nere di carbone che erano in un secchio di ferro con il manico. Ogni volta mia madre sbuffava e imprecava e io le domandavo “che cos’hai” e lei mi rispondeva “niente”, ma faceva una faccia brutta.

Mi ricordo, che le sere d’estate, c’erano molte lucciole; noi bambini camminavamo nell’orto, bucando la penombra della luna, catturavamo con delicatezza le lucciole e le tenevamo tra le mani chiuse a ostrica.

Mi ricordo che le zanzare pungevano fino alle dieci di sera. Poi “andavano a dormire” diceva mio padre, e allora potevamo accendere la luce.

Mi ricordo che un giorno giocavo a pallone con mio fratello Mauri, e lui rideva ogni volta che mi colpiva sulle gambe e sul petto e anche sulla pancia. E anche io ridevo perché non mi faceva troppo male. Poi, ho mirato bene e l’ho colpito io sulla pancia. Anzi, un po’ sotto la pancia. Lui ha urlato ahi, e si è accovacciato. E mio padre mi ha sgridato forte, guai a te se lo fai ancora. Ma io non capivo perché aveva sgridato me così e invece non aveva sgridato mio fratello quando lui mi aveva colpito sulla pancia, anzi un po’ sotto la pancia. Leggi il resto

 

I remember”: nel 1970 l’artista americano Joe Brainard pubblicò un’antologia di ricordi in ordine sparso. Fu la prima di successive raccolte: “More I remember” (1972), “More I remember more” (1973) e “I remember Christmas” (1973). Nel 1978, lo scrittore francese Georges Perec uscì con “Je me souviens”, dichiaratamente ispirato alla produzione editoriale di Brainard, e anche questo fu successo. Altrettanto, all’americano e al francese si ispirò Matteo B. Bianchi che, nel 2004, pubblicò “Mi ricordo” (edito da “Fernandel”). L’ispirazione è comune – raccolta di ricordi brevi, in ordine sparso, senza paletti cronologici o tematici -, ma l’esperienza no, in ciascuno è originale e personalissima. Se ne potrebbe scrivere un numero infinito di antologie di questo tipo e ognuna sarebbe diversa dall’altra, anche se, certo, con alcuni (magari molti) punti di contatto. Questa è l’emozione: pescare a caso nella memoria, senza caricarla di un vello nostalgico, senza l’ossessione per il rigore storico, senza l’oppressione o il timore di un giudizio e senza nessuna pretesa letteraria. Il semplice affiorare lieve di ricordi tra i quali, qua e là, anche chi legge può ritrovare un po’ di sé. E magari lasciarsi andare ad altri ricordi, così che l’antologia non si chiude mai, diventa un libro senza fine. Qui ho raccolto duecento e più ricordi; Leggi il resto

E’ stato proprio un anno di m…

 

m…ostri che spaventano e fanno male ai bambini; m…ostri che maltrattano e sfruttano e violentano le donne; m…ostri che torturano chiunque, non solo i bambini, le donne e i vecchi:

m…astodontiche falsità e mutevoli verità; m…isfatti impuniti; m…istificazioni spudorate;

m…aleducati, malfattori, mafiosi, millantatori, mentitori idolatrati in tivù;

m…ontature calunniose costruite su stracci di carte, poi smontate senza stracci di scuse; Leggi il resto