Silvana Mossano

Articolo di maggio, 2009

Da Il Pensiero Scientifico Editore, 19/05/2009

I disturbi di natura depressiva che colpiscono generalmente i pazienti malati di tumore potrebbero non essere legati solo all’impatto psicologico causato dalla malattia ma anche alla produzione di particolari sostanze chimiche da parte della massa tumorale che influenzerebbero in maniera diretta l’attività del cervello. È questa la conclusione di una ricerca pubblicata sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences.

“Circa un malato di cancro su dieci soffre di depressione maggiore e le cause alla base di questo disturbo potrebbero essere molto più complesse di quanto si pensava”, afferma Alison Ross del Cancer Research UK, l’istituto nazionale inglese per la ricerca contro il cancro. Leggi il resto

Da Humanitas salute, giornale ondine del centro ospedaliero di Rozzano (Milano)

I risultati di due ricerche realizzate da un gruppo di medici italiani coordinati dall’Istituto Clinico Humanitas di Rozzano sono state pubblicati sul Journal of Clinical Oncology, una delle più prestigiose riviste mediche internazionali.
Gli articoli segnano un importante passo avanti nella diagnosi e cura del mesotelioma, un tumore raro causato dall’esposizione all’amianto destinato però a raggiungere nei prossimi 10 anni un preoccupante picco di crescita. Leggi il resto

23. giugno 2004 Corriere della Sera

I centri di studio e di cura sono numerosi. Si sperimentano nuove terapie combinate. E si cercano marcatori preventivi.

“Da quasi trent’anni combatto contro un male che si chiama tumore – scrive a Sportello Cancro un lettore, Graziano C. – Ho iniziato all’età di otto anni con un linfoma Hd, era il 1975, per poi affrontare alcune recidive della malattia. L’anno scorso mi è stato diagnosticato un mesotelioma pleurico maligno, uno dei peggiori tumori che si conoscano, sicuramente causato dalla radioterapia fatta su tutto il torace quando avevo otto anni. Molte persone che trent’anni fa sono state a contatto con l’amianto, oggi si ritrovano a dover lottare contro un mesotelioma. Leggi il resto

Da La Stampa 19 maggio 2009

ALBERTO GAINO Nel 2006, in vista dell’indulto, i legali di Stephan Schmidheiny mandarono a monte le trattative con i colleghi che, a nome delle sole vittime piemontesi dell’amianto targato ETERNIT, le avevano avviate sulla base di una richiesta di 150 milioni di euro, trattabili. Ora, ad udienza preliminare in pieno sviluppo contro il magnate svizzero e il coimputato belga Jean Louis De Cartier de Marchienne, il «prezzo» complessivo dei risarcimenti che verranno chiesti sta per schizzare sulla fantascientifica vetta di 5 miliardi di euro, mai nemmeno immaginata in Europa per processi penali di questo genere. Nel frattempo gli svizzeri hanno rilanciato con un’offerta di riconciliazione extragiudiziale che al massimo potrebbe raggiungere i 60 milioni. I numeri rendono bene il senso delle distanze siderali fra le parti. «Se i difensori di Schmidheiny avessero raggiunto un accordo sui 150 milioni – commenta Guariniello – non saremmo arrivati a questo punto, tanto meno INAIL e Inps si sarebbero attivati per chiedere i danni». Leggi il resto

Da La Stampa 9 maggio 2009

SILVANA MOSSANO

CASALE MONFERRATO

I malati di MESOTELIOMA e i loro famigliari (di chi c’e’ ancora e di chi non c’e’ piu’) non lo capiscono che cosa stia succedendo. Sperato in una cura per annientare il «mostro» e hanno riposto ogni speranza futura (e non lontana, si augurano) in una parola: «ricerca». E adesso che si e’ istituito il Centro ricerca per il MESOTELIOMA a Casale non capiscono: 1) come funziona (se gia’ funziona) ne’ come funzionera’; 2) se a Casale si fara’ ricerca o se sara’ un punto di raccolta di tutte (ma proprio tutte) le ricerche che si fanno nel mondo in questo campo; 3) se dietro un’insegna ci sono persone in carne e ossa che fanno o dicono qualcosa di tangibile fin da ora. I molti casalesi, e non solo, non capiscono o sono insofferenti alle disquisizioni grammaticali tra Centro «di» ricerca e Centro «per» la ricerca. «Non prendeteci in giro»: lo scrive in una lettera la casalese Giuse Alduino, cui nel 1975 era morto il padre di MESOTELIOMA e nel 2008 il marito di soli 51 anni. Leggi il resto

Da La Stampa, 9 april e2009

SILVANA MOSSANO TORINO Su 2889 parti lese conteggiate dal pool dei pubblici ministeri e indicati nella richiesta di rinvio a giudizio che ha dato il via all’udienza preliminare davanti al gup Cristina Palmesino, soltanto 736 si sono costituite parte civile. Meno di un quarto, tra lunedi’ e ieri. «Solo perche’ – spiega Bruno Pesce, del Comitato vertenza amianto – il giudice ha deciso di sospendere, dal momento che, se decidera’ per il rinvio a giudizio dello svizzero Stephan Schmidheiny e del belga Jean Luis de Cartier De Marchienne, ci sara’ ancora tempo a costituirsi al PROCESSO vero e proprio, in apertura del dibattimento». Leggi il resto

Da La Stampa, 7 aprile 2009

ALBERTO GAINO TORINO Dentro le maxi-aule e’ solo un’interminabile processione di malati e parenti di morti – contati alla fine in 270 – che si presentano di fronte al gup Cristina Palmesino per costituirsi parte civile. Si svolge quasi tutto fuori, fra i microfoni delle tv e il presidio delle organizzazioni sindacali. Guariniello si affaccia in un angolo e rivela: «L’Inail ha appena presentato un prospetto delle spese sostenute per assicurare le indennita’ di legge ai colpiti dalle conseguenze dell’amianto. Chiede agli imputati 246 milioni di euro di risarcimento». Leggi il resto

Da La Stampa, 26.3.09

GRAZIA LONGO

TORINO

La battaglia sull’amianto killer si rafforza con una condanna esemplare. La Corte d’Appello di Torino ieri ha ribaltato la sentenza di assoluzione di primo grado del tribunale di Verbania e ha giudicato colpevoli 14 ex dirigenti e amministratori della «Montefibre spa» di Pallanza. Nel giugno 2007 vennero tutti assolti dall’accusa di omicidio colposo plurimo per la morte di 9 ex lavoratori colpiti da mesotelioma maligno alla pleura. Solo 3 vennero condannati, per la morte di due operai che erano stato pero’ colpiti da asbestosi e non dal mesotelioma maligno. Leggi il resto

Da La Stampa 23.3.09

Sono ammalata di mesotelioma da 4 anni; a gennaio mi e’ stato comunicato dai medici da cui sono in cura che il male e’ regredito di circa il 70%. Purtroppo c’e’ poca collaborazione tra i medici. Casale e’ stato uno degli ospedali che, per ultimi, hanno ha adottato la cura sperimentale che sto seguendo io». Determinata e coraggiosa, la monferrina L. (non rivela il nome perche’ i figli non sanno della sua malattia) ha preso la parola l’altro giorno al convegno, organizzato dalla Provincia alla Mostra di S. Giuseppe, su «Il mesotelioma tra speranza e disperazione». Leggi il resto

Da La Stampa, 7 marzo 2009

MAURO FACCIOLO – CASALE MONFERRATO

All’inizio degli Anni Ottanta, quella che poi fu ribattezzata «fabbrica della morte» era gia’ in declino. Nei reparti dello stabilimento sulla riva destra del Po non c’era piu’ il pulviscolo che annebbiava la vista degli operai, come alcuni decenni prima. Polvere finissima. Fibre di amianto. Che si depositavano sulle tute di lavoro. E che entravano nei polmoni, limitando il respiro. Era l’asbestosi. Un rischio professionale accettato. Anzi, monetizzato. Ma quelle microscopiche particelle di minerale agivano (e agiscono) anche in modo piu’ subdolo. Dopo 20-25 anni scatenavano una letale forma di cancro, per il quale finora non e’ stata trovata cura, il MESOTELIOMA della pleura. Leggi il resto