Silvana Mossano

Mal d'Amianto

SILVANA MOSSANO

CASALE MONFERRATO

C’è stato un pezzo, nel puzzle della vita di Luisa Minazzi, che ha trovato la finale collocazione giovedì, al suo funerale, nella gremita chiesa di S. Domenico. Una «tessera» inconsciamente sospesa dal 5 dicembre 1997 quando il Casale Coro si esibì al Municipale interpretando il «Requiem» di Mozart in memoria delle vittime dell’amianto. Era il Coro in cui ha cantato fino a pochi mesi fa. Finché il fiato è bastato. L’altra mattina il «suo» Coro, con struggente commozione, ha intonato il «Requiem» soltanto per lei, vittima dell’amianto. Inghiottita dal mesotelioma. Leggi il resto

GLI STUDENTI SUPINI NEL CORTILE DEL CASTELLO SEGNANO LA “SUPERFICIE” DELLE VITTIME DELL’AMIANTO

SILVANA MOSSANO
CASALE MONFERRATO
Scorreva come un fiume cupo, di acque limacciose e scure, il serpentone di studenti e insegnanti che dalle 8 si è snodato dall’istituto Leardi fino al castello, passando per il centro storico. Era un fiume gonfio di lutti pronto a impersonare le centinaia di vittime che una polvere bianca e insidiosa – l’amianto – si è inghiottita e si inghiotte. Qualcuno, più o meno sottovoce, manifesta insofferenza a questa insistenza nel portare sempre alla ribalta le vittime dell’amianto. Basta morte, si sente mugugnare. Che sono quelle bandiere tricolore con sopra stampato, in nero, «Eternit Giustizia»?

Leggi il resto

STESI A TERRA IN SETTECENTO PER MISURARE I MORTI D’AMIANTO. PERFORMANCE DEGLI STUDENTI DEL LEARDI
SILVANA MOSSANO
CASALE MONFERRATO
Una spianata di 700 corpi stesi nei cortili del castello. E sono solo la meta’ di quelli che l’amianto ha lasciato sul terreno catturandoli, a caso, tra gli ignari casalesi. I settecento corpi sono quelli degli studenti dell’Istituto LEARDI intenzionati a tradurre in effetto visibile il pathos emotivo che la vicenda amianto e il processo Eternit hanno prodotto dentro di loro. Con la sensibilita’ e la freschezza che i ragazzi sanno esprimere (specie quando gli adulti li prendono sul serio) hanno pensato a una PERFORMANCE originale destinata a lasciare un segno. Leggi il resto

FRANCA NEBBIA

CASALE MONFERRATO

Prima Ottavia Piccolo in dialogo ipotetico con il sindaco di una citta’ francese, «La citta’ che cresce» di Massimiliano Quirico, dove le morti bianche si contano a migliaia, poi le testimonianze dei casalesi, vittime, familiari dei morti d’amianto, ex lavoratori e sindacalisti che la lotta contro la «polvere» la conducono da anni nell’«Indistruttibile» di Michele Citoni. Leggi il resto

Sorgerà una collina nuova là vicino a fiume

SILVANA MOSSANO

CASALE MONFERRATO

«Sorgera’ una collina nuova,/ la’ vicino al fiume,/ dove bambini giocheranno/ e vecchi sosteranno a ricordare». Ieri pomeriggio, Romana Blasotti, la combattiva presidente dell’Associazione Famigliari Vittime Amianto, davanti al cancello scrostato, all’ingresso della palazzina che un tempo ospitava gli uffici dell’ETERNIT, ha letto una poesia scritta dall’oncologa Daniela Degiovanni, medico casalese che ha visitato e curato centinaia di pazienti colpiti dal «male della polvere». Sono parole che cercano di dare un senso al tanto dolore condiviso da molte persone nella Giornata mondiale delle vittime dell’amianto, con celebrazioni aperte ieri mattina a Torino e proseguite a Casale, citta’ simbolo di questo disastro ambientale e sociale. Leggi il resto

CENSIMENTO DELLE BONIFICHE DI AMIANTO

SILVANA MOSSANO

CASALE MONFERRATO

Legambiente, in un dossier divulgato ieri alla vigilia della Giornata mondiale delle vittime dell’amianto», da’ un bel voto al Piemonte in tema di bonifiche che, cosi’ come la Lombardia, ha predisposto un censimento accurato, specialmente nell’area di una cinquantina di Comuni che ha come capofila Casale, inserita nel programma nazionale di bonifica del ministero dell’Ambiente. Non altrettanto attenti nelle altre regioni d’Italia. Complessivamente, secondo le stime del Cnr e dell’Ispesl, sul territorio nazionale giacciono 32 milioni di tonnellate di onduline di amianto da rimuovere, collocate in circa cinquantamila edifici pubblici e privati. Essere in cima alla graduatoria di chi ha fatto di piu’ e meglio nelle bonifiche rincuora: si e’ sulla strada giusta. Ma non c’e’ da gongolarsi. Leggi il resto

La Stampa, 18 febbraio 2010

SILVANA MOSSANO
CASALE MONFERRATO
Il numero delle parti civili che si sono costituite al processo Eternit contro il barone belga De Cartier e il magnate svizzero Schmidheiny va corretto nel giro di pochi giorni. Lo stesso presidente del tribunale Giuseppe Casalbore quando, lunedì, ha annunciato: «Abbiamo contato 6392 parti civili», ha subito messo le mani avanti, un po’ incerto: «se i nostri conteggi sono esatti». Il dubbio era ingenerato dai parecchi casi di omonimia rilevati, anche abbinati a patrocinatori diversi. Appena è terminata l’udienza di lunedì, i legali delle parti civili hanno affollato la cancelleria per chiarire e sistemare le situazioni dubbie che rischiano di essere escluse.
Ma che lo stesso nome, ripetuto due o tre volte, sia per forza un errore, pena l’esclusione dal processo, non è affatto detto. Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

CASALE MONFERRATO

Pubblicato su La Stampa, 28,1,2010

Nella città che detiene la più luttuosa «amiant’s list» verrebbe da pensare che non ci sia più neppure un cittadino disposto a tollerare la presenza di un minimo frammento di eternit o di una minuscola particella di polverino. Non è così. Leggi il resto

Alberto Gaino

La Stampa Web 25.1.2010

Sembra un’eresia definirlo un processo transnazionale, ma quello per le 2889 vittime italiane dell’Eternit, per quanto si svolga a Torino di fronte a un collegio di giudici italiani e in base al nostro codice penale, è per molti aspetti un evento giudiziario cui guarda l’Europa del diritto e delle vittime dell’amianto. Lo confermano le stesse aspettative delle parti civili, come dimostra la citazione dell’Unione Europea quale responsabile civile proposta da un avvocato di Reggio Emilia, Ernesto D’Andrea, a nome delle vittime della lavorazione dell’amianto nello stabilimento Eternit di Rubiera (Reggio Emilia) il più piccolo di quelli italiani. Per il legale «la direttiva comunitaria 477/83 sulla pericolosità del minerale per la salute e sulla necessità di bandirlo dalla produzione industriale è stata tardiva rispetto alle conoscenze scientifiche che risalgono ai primi anni del Novecento». Leggi il resto

SILVANA MOSSANO

Pubblicato su La Stampa 26.1.2010

«Negli anni Settanta era convinzione consolidata che l’amianto potesse essere lavorato con adeguate cautele. La condotta dell’Eternit è stata in linea con le indicazioni dell’epoca». È sufficiente questa breve dichiarazione dell’avvocato Astolfo Di Amato, rilasciata ieri in una pausa del processo Eternit a Torino, per intuire la linea difensiva nel procedimento contro Stephan Schmidheiny e Louis de Cartier, imputati di disastro doloso: a dire, cioè, che hanno fatto quel che veniva richiesto in base alle conoscenze scientifiche dell’epoca sugli effetti nocivi dell’amianto. Il legale di Schmidheiny ha anche detto che «la società spese l’enorme cifra di 72 miliardi di lire per opere a tutela dei lavoratori dei 4 stabilimenti italiani».

La lunga lista nera di malattie e morti dimostra che quegli «accorgimenti» non bastarono affatto: né per i lavoratori né per i cittadini. Leggi il resto